Basta che funzioni

23 09 2009

locandina

Boris Yellnikoff (Larry David) è un sessantenne che vive a New York, in una piccola casa del Village. Ha tentato il suicidio, motivo per cui la moglie ha chiesto il divorzio. E’ un intellettuale cinico e con una visione pessimistica del mondo e soprattutto dell’uomo. Insegna ai bambini a giocare a scacchi, anche se non perde occasione per insultarli, perché non li valuta abbastanza intelligenti per giocare a scacchi. Una sera decide di accogliere nella propria casa Melody St. Anne Celestine (Evan Rachel Wood) , una ragazza del Mississipi che è fuggita di casa, esasperata dal bigottismo dei genitori e della città del Sud. Nonostante la ritenga una stupida ignorante, una “vermetta”, Boris sposerà la ragazza, senza curarsi della differenza d’età e del divario culturale. L’equilibrio si spezzerà quando a casa della strana coppia si presenterà ,  Marietta (Patricia Clarkson) la madre di Melody. Lei non ritiene che Boris sia l’uomo giusto per la figlia, e tenterà il possibile per far cambiare opinione alla figlia a riguardo. Dopo 4 film girati in Europa, Woody Allen ritorna a New York, ma senza far rimpiangere quelle pellicole girate in questa città e che l’hanno reso celebre negli anni 70. La sceneggiatura è perfetta, il ritmo incalzante, non c’è il tempo per memorizzare le battute che si susseguono, soprattutto nella seconda parte, quando arriverà al punto di far dire ad uno dei personaggi che per aver ”creato un mondo con i fiori, le piante, le montagne, i laghi”… “Dio è Gay, perché è un arredatore”. Boris ritiene l’uomo un essere davvero stupido, altrimenti come spiegare ad esempio il fatto che sia arrivato al punto di inserire lo sciacquone automatico nelle toilette, perché non gli va di tirare la catenella. La religione, le associazioni in difesa delle armi, sono solo alcuni dei bersagli del regista in “Basta che funzioni” . Sebbene l’attore sia molto diverso fisicamente da Woody Allen , certe sue espressioni ricordano molto il regista. L’interpretazione è straordinaria, malgrado la pessima qualità del doppiaggio italiano. Nella pellicola si parla, tra le altre cose, di Entropia, fisica quantistica, di utilitarismo, solo Woody Allen poteva riuscire a trattare questi argomenti in una commedia facendo divertire, e allo stesso tempo riflettere, gli spettatori; sulla vita, l’amore, il destino, le atrocità del mondo, anzi , l’orrore. Quello stesso orrore che ossessionava il colonnello Kurtz de La Linea D’ombra, tormenta le notti di Boris. Una volta Woody Allen ha detto che “Il mondo e’ diviso in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio la notte, i cattivi se la spassano meglio il giorno.” Nel suo ultimo film invece il regista ci mostra un lato “oscuro” dell’intelligenza, del sapere. Una diversa visione del mondo, non in linea con il pensiero dominante delle masse di “vermetti” , spesso può causare un disagio della persona a vivere e interagire con gli altri. Boris reagisce con il cinismo, non fermandosi neanche davanti a dei bambini “incapaci” di apprendere i suoi insegnamenti sugli scacchi. Sarà una persona non del suo “livello” ad aiutarlo a stare bene e vivere in un mondo in cui è difficile cogliere il lato buono, quando tale persona lo “tradirà” lui, dopo un breve attimo di smarrimento, affermerà che se riesce a decifrare i numeri della fisica quantistica non avrà nessuna difficoltà ad affrontare i capricci e le delusioni d’amore. Ma le cose non stanno cosi, i sentimenti, le emozioni non si possono decifrare con degli algoritmi, per cui Boris tenterà nuovamente il suicidio. Quasi mai le cose vanno come vogliamo o come speriamo nella vita di tutti i giorni, Woody Allen ci ricorda che il mondo non è perfetto, anzi tutt’altro, ma che bisogna comunque avere una visione ampia della realtà, senza stare a lamentarci sempre per ogni cosa che va storta nella nostra vita, l’importante è che funzioni. Lo stesso discorso lo si può applicare ai film di Woody Allen, inutile rimpiangere le pellicole in cui faceva coppia con Diane Keaton o Mia Farrow, lagnarsi del fatto che si sia fatto sponsorizzare un film dall’ente del turismo spagnolo (Vicky Cristina Barcellona), o lamentarsi della sua assenza come attore. Sarà perché il cinema di oggi non offre molto come scelta, ma alla fine è sempre e comunque un film di Woody Allen, basta che funzioni, appunto.





Lost in Translation

28 10 2008

E’ difficile rinunciare a vedere un nuovo film di Woody Allen al cinema.

Forse perché pensi che potrebbe essere l’ultimo, perchè ogni anno si ripete questa piccola magia, come un vino novello, va gustato subito.

Effettivamente questo film è già un po’ vecchio (è stato girato un anno e mezzo fa), Javier Bardem non è più agli occhi di tutti il macho latin lover, ormai è Anton Chigurh (il killer cattivissimo che gli ha fruttato un Oscar con Non è un paese per vecchi).

Anche Barcellona e la Spagna in generale non sono più le stesse, l’effetto Zapatero sembra affievolirsi, certo non è l’ “Obama de noatri” , ma la crisi si fa sentire anche in quello che sembrava il paradiso europeo, insomma, “Yes, We Could”.

Qualcuno all’ultimo Festival di Cannes ha detto che i panni sporchi bisognerebbe lavarseli in casa, non era riferito a Vicky Cristina Barcellona*, ma Woody Allen ha deciso di lavarli in Europa.

Le scene più divertenti del film sono una presa in giro del tipico cittadino newyorchese,

basta una sola inquadratura del fidanzato di Vicky (una sorprendente Rebecca Hall), per far ridere il pubblico in sala.

Peccato per il doppiaggio, perché qualcosa nella traduzione si è perso.

Penso che film di questo tipo non possono essere doppiati, è assurdo dovere vedere nella stessa scena dialoghi doppiati in Italiano e altri invece lasciati in lingua originale perché i protagonisti parlano in Spagnolo. Non ha alcun senso e poi si è ancher perso il  “suono” di Barcellona

Purtroppo questo è il mercato bellezza e per potersi godere totalmente film come Vicky  Cristina Barcellona bisogna aspettare l’uscita del DVD.

Ho deciso di non mettere nel post il Trailer del film, ultimamente capita  sempre più frequentemente che degli spettatori si alzino ed escano dal cinema a fine primo tempo, forse perchè ingannati proprio dal Trailer.

Credo che negli ultimi film la scelta del cast abbia spinto molti giovani a vedere dei film di Woody Allen al cinema e la mia impressione è che non sono rimasti delusi dai suoi film.

Non posso dire la stessa cosa dei critici delle principali testate giornalistiche italiane.

Secondo me il film ha un buon ritmo, un’ottima fotografia e un eccellente cast, credo che ci siano dei pregiudizi su Woody Allen, probabilmente non riuscirà più a girare un altro Match Point, spero di essere smentito già dal  suo prossimo film newyorchese con Evan Rachel Wood (che vedremo presto anche in The Wrestler di Darren Aronofsky).

Rebecca Hall e Scarlett Johansson in una scena del film

 

* Il Ministro della Cultura Bondi in riferimento a Gomorra di Matteo Garrone





Gli obesi di fine mese!

1 10 2008

 

Se una notizia viene data da un TG delle 20:00, la cosa ti può far pensare, ma la tua serata continua come da programma (per quanto puoi programmare una serata con un neonato di 2 mesi).

Ma se, cambiando canale, senti la stessa notizia dall’ altro TG nazionale delle 20:00, beh, allora, fermati mondo che io scendo L

Gli obesi di fine mese!

Intanto io non sapevo che ad Ottobre ci fosse  l’Obesdity Day…

Io ero  rimasto ancora al Family Day e al Maiale Day, non ero a conoscenza di questa nuova ricorrenza!

 

 Il presidente dell’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) ha detto “ In Italia ci sono tanti obesi del fine mese . Si tratta di un paradosso della crisi economica: più gli italiani tirano la cinghia, più ingrassano. Tutta colpa del nuovo modo di fare la spesa, che tiene conto più dello scontrino che della salute”, dice lo specialista. Così l’esercito di chi si allarga in attesa dello stipendio, gli obesi e soprappeso ”da fine del mese”, va letteralmente a ingrassare le fila degli italiani che hanno problemi con la bilancia. *

 

Naturalmente al termine dei  TG non sono mancati i soliti spot di merendine ipercaloriche, fast food, bibite gassate piene di zuccheri…. Etc…

Questi prodotti invece non sono il problema dell’obesità? Noi ingrassiamo a fine mese perché cerchiamo di risparmiare non comprando frutta e verdura , ma prodotti più economici e più grassi.

Ma cosa vuol dire, che questi “obesi di fine mese” mangiano per 20/25 giorni frutta e verdura, poi non hanno più soldi e comprano solo cibi pre-cotti  e grassi o si chiudono per una settimana in un fast food?

Io credo che in Italia il problema dell’ obesità andrà sempre peggiorando, certamente i bassi redditi, la disoccupazione, influenzano; la maggior parte degli obesi oltreoceano vive in periferia e appartiene al ceto sociale più basso.
E’ innanzitutto un problema di cultura, se è la Tv  a farti da babysitter , che idea puoi avere riguardo l’alimentazione?

Poi personalmente sono stanco di vedere associato il caro vita alla frutta e verdura.

Io che sono vegetariano ormai da 10 anni, dovrei essere sul lastrico, dovrei chiedere un mutuo per poter andare al supermercato?

Certo che se vuoi mangiare  le fragole o i frutti di bosco a Dicembre è un’ altro discorso….

Scusate lo sfogo, non era mia intenzione pubblicare un post sull’alimentazione, ne tantomeno sulla mia dieta vegetariana…

Riguardo la paura di ingrassare e le abitudini alimentar,i non posso far altro che lasciarvi con una battuta di Woody Allen:

Sai, io non ingrasso di un grammo, perchè … ecco la mia ansia funziona come l’aerobica… faccio ginnastica così“.**

e un video tratto da un film con Pozzetto

 

 

* Roma, 30 set. Adnkronos Salute

** Scoop di Woody Allen Usa 2006