
Boris Yellnikoff (Larry David) è un sessantenne che vive a New York, in una piccola casa del Village. Ha tentato il suicidio, motivo per cui la moglie ha chiesto il divorzio. E’ un intellettuale cinico e con una visione pessimistica del mondo e soprattutto dell’uomo. Insegna ai bambini a giocare a scacchi, anche se non perde occasione per insultarli, perché non li valuta abbastanza intelligenti per giocare a scacchi. Una sera decide di accogliere nella propria casa Melody St. Anne Celestine (Evan Rachel Wood) , una ragazza del Mississipi che è fuggita di casa, esasperata dal bigottismo dei genitori e della città del Sud. Nonostante la ritenga una stupida ignorante, una “vermetta”, Boris sposerà la ragazza, senza curarsi della differenza d’età e del divario culturale. L’equilibrio si spezzerà quando a casa della strana coppia si presenterà , Marietta (Patricia Clarkson) la madre di Melody. Lei non ritiene che Boris sia l’uomo giusto per la figlia, e tenterà il possibile per far cambiare opinione alla figlia a riguardo. Dopo 4 film girati in Europa, Woody Allen ritorna a New York, ma senza far rimpiangere quelle pellicole girate in questa città e che l’hanno reso celebre negli anni 70. La sceneggiatura è perfetta, il ritmo incalzante, non c’è il tempo per memorizzare le battute che si susseguono, soprattutto nella seconda parte, quando arriverà al punto di far dire ad uno dei personaggi che per aver ”creato un mondo con i fiori, le piante, le montagne, i laghi”… “Dio è Gay, perché è un arredatore”. Boris ritiene l’uomo un essere davvero stupido, altrimenti come spiegare ad esempio il fatto che sia arrivato al punto di inserire lo sciacquone automatico nelle toilette, perché non gli va di tirare la catenella. La religione, le associazioni in difesa delle armi, sono solo alcuni dei bersagli del regista in “Basta che funzioni” . Sebbene l’attore sia molto diverso fisicamente da Woody Allen , certe sue espressioni ricordano molto il regista. L’interpretazione è straordinaria, malgrado la pessima qualità del doppiaggio italiano. Nella pellicola si parla, tra le altre cose, di Entropia, fisica quantistica, di utilitarismo, solo Woody Allen poteva riuscire a trattare questi argomenti in una commedia facendo divertire, e allo stesso tempo riflettere, gli spettatori; sulla vita, l’amore, il destino, le atrocità del mondo, anzi , l’orrore. Quello stesso orrore che ossessionava il colonnello Kurtz de La Linea D’ombra, tormenta le notti di Boris. Una volta Woody Allen ha detto che “Il mondo e’ diviso in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio la notte, i cattivi se la spassano meglio il giorno.” Nel suo ultimo film invece il regista ci mostra un lato “oscuro” dell’intelligenza, del sapere. Una diversa visione del mondo, non in linea con il pensiero dominante delle masse di “vermetti” , spesso può causare un disagio della persona a vivere e interagire con gli altri. Boris reagisce con il cinismo, non fermandosi neanche davanti a dei bambini “incapaci” di apprendere i suoi insegnamenti sugli scacchi. Sarà una persona non del suo “livello” ad aiutarlo a stare bene e vivere in un mondo in cui è difficile cogliere il lato buono, quando tale persona lo “tradirà” lui, dopo un breve attimo di smarrimento, affermerà che se riesce a decifrare i numeri della fisica quantistica non avrà nessuna difficoltà ad affrontare i capricci e le delusioni d’amore. Ma le cose non stanno cosi, i sentimenti, le emozioni non si possono decifrare con degli algoritmi, per cui Boris tenterà nuovamente il suicidio. Quasi mai le cose vanno come vogliamo o come speriamo nella vita di tutti i giorni, Woody Allen ci ricorda che il mondo non è perfetto, anzi tutt’altro, ma che bisogna comunque avere una visione ampia della realtà, senza stare a lamentarci sempre per ogni cosa che va storta nella nostra vita, l’importante è che funzioni. Lo stesso discorso lo si può applicare ai film di Woody Allen, inutile rimpiangere le pellicole in cui faceva coppia con Diane Keaton o Mia Farrow, lagnarsi del fatto che si sia fatto sponsorizzare un film dall’ente del turismo spagnolo (Vicky Cristina Barcellona), o lamentarsi della sua assenza come attore. Sarà perché il cinema di oggi non offre molto come scelta, ma alla fine è sempre e comunque un film di Woody Allen, basta che funzioni, appunto.


Commenti Recenti