Italian Open 2009 Bergamo #4

23 02 2009

Cosa unisce un gruppo eterogeneo di 57 persone di diverse nazionalità, dagli 8 ai 54 anni, con famiglia al seguito nel giorno di San Valentino?  Durante il breve arco di una giornata il popolo del cubo di Rubik si è dato appuntamento a Bergamo, per sfidarsi sul filo dei centesimi di secondo in occasione della terza edizione dell’ Open Italiano del cubo di Rubik.

Per loro il cubo non è un semplice soprammobile, un gingillo messo da parte in qualche scatola della cantina o un semplice giocattolo. “Risolvere” il cubo è un vero e proprio sport: lo speedcubing. Lo scopo è sempre quello di risalire alla posizione originale dei pezzi, portando il cubo ad avere per ogni faccia un colore uguale: la filosofia dello speedcubing prevede però (come lascia immaginare il nome stesso della disciplina) una difficoltà ulteriore: farlo nel minor tempo possibile.

Non è difficile ormai riconoscere il celebre cubo all’interno di uno spot pubblicitario (chi non ricorda la pubblicità della Citroen di qualche anno fa?), o sulle scene di qualche film famoso hollywoodiano (“La ricerca della felicità” e “Wall-e” su tutti). Certo è che negli ultimi anni il  rompicapo ungherese ha vissuto una nuova fase di popolarità, alimentata non solamente  dalla nostalgia degli anni  ’ 80  o dallo spunto di qualche spot pubblicitario.

A tutti coloro che hanno provato per delle ore a decifrare questo rompicapo senza riuscirci oggi è venuto in soccorso Internet. Sono tantissimi i siti creati dagli appassionati del cubo di Rubik in cui si possono recuperare le guide per poter risolvere il rompicapo passo dopo passo.

Fra i siti  italiani, uno dei più visitati e apprezzati  è quello di Gaetano Zumbo, realizzato solo per  condividere e divulgare con più persone possibili questa passione, senza alcuno scopo di lucro.

Grazie a queste persone, che hanno fatto del cubo la propria passione, questo hobby si è diffuso notevolmente coinvolgendo moltissimi giovani.

L’età degli speedcubers è piuttosto bassa, alcuni  tra i vincitori delle gare non sono neanche maggiorenni. Quasi tutti hanno un proprio canale su You Tube con i filmati delle proprie migliori soluzioni, molti realizzano anche  dei video Tutorial per spiegare ogni loro piccolo segreto nel minimo dettaglio.

Quelli che, invece, sono poco inclini ad aiutare gli altri non sono visti di buon occhio dalla community degli speedcubers, dove  vige una regola non scritta: ”Non lasciare indietro nessuno”. E’ facilmente prevedibile  che in futuro questo sport sarà ancora più diffuso, anche perché a condividere siffatta  passione insieme ai quindicenni ci sono gli ex babyboomers, ovvero i nati negli anni ’70, per cui il cubo di Rubik, di cui collezionano le varie tipologie grazie ad una maggiore indipendenza economica,  diventa una vera ossessione. Due generazioni notevolmente diverse nel quotidiano, in questo caso sono accomunate dallo stesso linguaggio, quello relativo al mondo del  magico cubo. Sembra averci visto giusto Erno Rubik, l’inventore di questo rompicapo, che negli anni ‘80  dichiarava: «Il mio piccolo cubo non è altro che un giocattolo, un gioco solitario di pazienza per ragazzi e adulti, per tutti coloro che amano riflettere, che ricercano la soluzione dei problemi, che amano giocare. Io sono convinto che siamo fondamentalmente diversi gli uni dagli altri e che per questo attribuiamo agli oggetti reali, ai fatti obiettivi, a tutto quanto ci circonda, significati diversi e che di questa realtà ne percepiamo diversamente l’essenziale». 

Sicuramente neanche lui avrebbe potuto prevedere che, dopo 25 anni, la  sua invenzione potesse vivere una seconda vita, tutta basata sulla velocità.

Recentemente si sono sempre più diffusi i cubi di seconda generazione, i DIY, che a differenza di quelli classici hanno delle viti che permettono di regolare la tensione di ogni faccia, rendendo possibili dei movimenti più scorrevoli. In questi casi viene utilizzato anche un particolare lubrificante, il silicone spray, per rendere ancora più fluide le mosse che vengono eseguite.

Oltre all’intramontabile cubo 3×3x3 (3 sono i pezzi che compongono ogni lato della faccia) esistono anche altri modelli: il 2×2x2, il 4×4x4,il 5×5x5, fino ad arrivare al 7×7x7.

Anni fa questa passione all’estero era più diffusa che in Italia, ma dal 2007 gli Open che si sono svolti nel nostro Paese hanno coinvolto sempre più partecipanti. Molto probabile che quest’anno si svolga un altro Open, il 10 ottobrea Mantova, confermando quindi la crescita degli adepti di questo sport.

Ogni partecipante ha una propria storia dietro questa passione. Qualcuno ha vissuto il cubo come una sfida da realizzare, almeno per dimostrare a se stessi di esserne capaci, e da allora non ha più smesso. C’è chi, invece, quando vede un cubo risolto prova l’irrefrenabile voglia di scomporlo, senza poi resistere a rimetterlo a posto. Per altri, invece, ogni risoluzione del cubo equivale ad eliminare un po’ di caos in questo pazzo mondo, o, per dirlo con le parole di Paolo Giordano, ne “La solitudine dei numeri primi”: «Giunto al fondo di quelle pagine fitte di simboli, di lettere e numeri, scriveva la sigla c.v.d. E per un istante gli sembrava di aver messo in ordine un piccolo pezzo di mondo.»

 

Un po’ di storia e di numeri
1974 Budapest: il professore di architettura Erno Rubik inventa il cubo magico
1980 La Ideal Toys acquisisce i diritti del cubo che viene rinominato Cubo di Rubik,
diventando il giocattolo più venduto della storia: ne saranno venduti
in tutto il mondo più di 350 milioni di pezzi
1982 Si svolge il primo mondiale a Budapest, 19 partecipanti provenienti da tutto il mondo
2003  Dopo più di venti anni si svolgono degli Open: lo speedcubing rilancia il cubo
2007 Roma, si svolge il primo Open Internazionale in Italia, 21 i partecipanti
2008 Durante i Czech Open 2008 l’olandese Erik Akkersdijk stabilisce il nuovo record del mondo risolvendo il cubo in 7,08 secondi,
2009 Open di Bergamo: 53 sono gli iscritti nella gara che resta sempre più affascinante, quella del normale cubo 3×3x3, di cui 43 italiani; nella finale metà italiani, nel 2008 erano solo 3 su 10
 

Glossario
Speedcuing: Disciplina sportiva che consiste nel risolvere il cubo nel minor tempo possibile
Fingertricks: Tecnica utilizzata per eseguire i movimenti più rapidamente
Cubi DIY: Acronimo di Do It Yorself (fattelo tu); venduti non assemblati, tramite delle viti si può regolare la tensione di ogni faccia, permettendo di calibrare il cubo a proprio piacimento.
Algoritmi: Serie di mosse eseguite in sequenza . Ogni speedcuber ne memorizza da 20 a 130
Tutorial : Video realizzati  senza alcun scopo di lucro e caricati su You Tube in modo da spiegare agli altri ragazzi tecniche, algoritmi, casi complessi. In Italia quelli più apprezzati sono realizzati da Gabriele Sirna.

Link:

Il Sito di Gaetano Zumbo http://spazioinwind.libero.it/gaetzum/

Il Canale You Tube di Gabriele Sirna

 http://www.youtube.com/user/zyky200

Un forum sul cubo di Rubik con video, recensioni dei cubi, contest settimanali etc  http://rubik.forumcommunity.net/

 

 

 

Ringrazio in particolar modo Fabio Marangon, Gaetano Zumbo, Gabiele Sirna, Lorenzo Vigani Poli, “Dadillon” e tutti i ragazi del rubik.forumcommunity.net, senza il loro aiuto non sarebbe stato possibile scrivere questo articolo.

Grazie

Dalla sinistra 2x2x2 pocket cube, 3x3x3 il cubo di Rubik, 4x4x4 Revenge Cube, 5x5x5 Professor Cube

Dalla sinistra 2x2x2 pocket cube, 3x3x3 il cubo di Rubik, 4x4x4 Revenge Cube, 5x5x5 Professor Cube. Davanti lo Stackmat, cronometro utilizzato nella gare ufficiali


La collezione di Lorenzo Vigani Poli, organizzatore dell'Italian Open 2009 e detentore di 9 record nazionali

La collezione di Lorenzo Vigani Poli, organizzatore dell'Italian Open 2009 e detentore di 9 record nazionali

 





Mettere in ordine un piccolo pezzo di mondo

12 10 2008

 
Quando ho acquistato “La solitudine dei numeri primi” non avevo una minima idea del libro che avevo in mano.
Se ne era parlato spesso dalla premiazione del Premio Strega 2008, ma ho evitato di leggere gli articoli e le recensioni su questo libro.
Quando leggo un romanzo, preferisco conoscere il meno possibile riguardo l’ autore e il manoscritto.
La domanda ovvia è “come scegli i libri da leggere?”
Tratterò quest’argomento in un altro Post.
Sin dal principio la lettura è stata piacevole, ho gradito soprattutto
il modo in cui era strutturato il romanzo
E poi, una Domenica mattina, Eureka!!!
“I 15 anni sono un’ età crudele” .
I personaggi principali della storia, Mattia e Alice, mi sono apparsi “reali”, i loro pensieri, il loro “isolamento”, le loro imperfezioni.
Credo che ogni tanto ci sentiamo un po’ Alice e un po’ Mattia anche noi.
Nel 2007 si è molto discusso della generazione “Moccia”, di questo fenomeno letterario.
Ho sempre pensato che ci fossero degli ottimi scrittori giovani Italiani,
uno fra tutti Nicola La Gioia, e se i loro libri non hanno mai venduto tanto, pazienza
Del resto in Italia, a parte Camilleri, Ammaniti e pochi altri , i libri più venduti sono sempre scritti dei vari Fabio Volo, Giorgio Faletti, etc … personaggi che vengono dal mondo televisivo o dello spettacolo in generale (sport compreso).
Nel saggio “I Barbari”, Alessando Baricco dedica un paragrafo a questo fenomeno.
Ma dopo avere letto Gomorra mi sono chiesto quanto ancora bisognava aspettare per
avere anche un buon “Romanzo Italiano”, scritto da un autore giovane, in vetta alle classifiche di vendita.
Direi che l’ attesa è terminata.
Chi pensa che i libri di Moccia non rappresentino i giovani italiani,
con “La solitudine dei numeri primi” troverà una valida alternativa.
Se vi state domandando ”ma quando inizierà a parlare del libro, la storia, i personaggi”,
vi rispondo che se volete seguire i miei consigli per gli acquisti, dovete fidarvi.
A me non piace avere prima quest’informazioni sui libri che voglio leggere.
Però dato che è la mia prima recensione , e mi sento buono,
vi ho trascritto un breve brano tratto da questo romanzo.
Buona Lettura

Per la prima volta Mattia si vergognò di avere ventidue anni ed essere ancora senza patente. Era un’altra delle cose che si era lasciato indietro, un altro passo ovvio nella vita di un ragazzo che lui aveva scelto di non compiere, per tenersi il più possibile al di fuori dell’ ingranaggio della vita

.
Quasi dimenticavo, spesso mi è stato chiesto che cosa ci trovassi di piacevole nel fare e disfare il cubo di Rubik, in questo libro forse ho trovato la risposta.
Sono sempre stato molto attratto da quel fenomeno naturale chiamato “Entropia” , non solo dal punto di vista energetico e termodinamico, ogni volta che risolvo il cubo e come se riuscissi a eliminare un po’ di caos, o per dirlo con le parole di Paolo Giordano

E per un istante gli sembrava di aver messo in ordine un piccolo pezzo di mondo

Carlo_Settembre 2008

Carlo_Settembre 2008