Foodblogger di tutto il mondo, unitevi!

2 11 2009

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Julia and Julie è un film del 2009 diretto da Nora Ephron, la storia è ispirata a 2 storie vere.

Julie Child, americana si è trasferita a Parigi nell’immediato dopo guerra  insieme al marito Paul Child (Stanley Tucci) , che lavora all’ambasciata americana. Ama la cucina francese, vorrebbe imparare a cucinare quei piatti che adora tanto, ma non riesce a trovare un libro di cucina francese in lingua inglese neanche nella fornita (e tuttora aperta) libreria Shakespeare and Company. Incapace di vivere a casa da casalinga svampita,  decide di iscriversi ad un corso per cuochi professionisti. Scopre cosi un suo grande talento, e insieme ad altre due donne francesi inizia a lavorare ad un libro di ricette, che verrà poi pubblicato col titolo “L’arte della cucina francese”.  Il suo scopo è quello di permettere alle donne americane senza servitù di poter preparare piatti della cucina francese.
Julia divenne poi un’icona in America, grazie al libro e soprattutto alla trasmissione televisiva che conduceva, in cui mostrava come preparare le sue ricette preferite.

Julie Powell (Amy Adams) invece è alla soglia dei  30 anni, si è appena trasferita nel Queens con il marito. Lavora  in un cubicolo come telefonista  per un’organizzazione newyorchese che da assistenza ai parenti delle vittime e ai sopravissuti dell’11 settembre. Sente che nella vita le manca qualcosa, così il marito le suggerisce di provare ad aprire e gestire  un blog sulla sua passione: cucinare. Julie ha sempre amato la cucina di Julie Child, il libro “l’Arte della cucine francese” è la sua Bibbia, decide quindi di porsi un obiettivo. Cucinare e pubblicare in 365 giorni le 524 ricette contenute nel libro, dal boeuf bourguignon al beurre blanc. L’impresa è ardua tanto che inizialmente pensa di scrivere solo per se, e per la madre che non trattiene dei commenti coloriti a riguardo, mentre poi iniziano ad arrivare i complimenti e i regali dai vari lettori.

Due donne in due epoche diverse che danno una svolta alla loro vita facendo una delle cose più antiche e naturali: cucinare. Entrambi i mariti appoggiano in pieno le scelte delle rispettive mogli, facendo il possibile perché vengano raggiunti gli obiettivi preposti. Julia è un’americana che vive nell’Europa del dopo guerra, ma anche oltreoceano si sente lo spettro di  McCharthy e della sua caccia alle streghe.  Julie invece  a lavoro è coinvolta emotivamente dalle tristi storie che le vengono raccontate al telefono, che la fanno sentire una burocrate impotente in un sistema troppo complesso. Il blog le sconvolgerà la vita in positivo. Con questo strumento anche chi non è giornalista,  ma ha davvero qualcosa da dire, riesce a farlo. A volte i risultati che si possono ottenere possono essere straordinari. Julie non si limita a pubblicare un ‘alchimia di ingredienti. Lei prepara nella sua cucina tutte le ricette che pubblica, inserendo nei post anche dei fatti della propria vita quotidiana, compreso i “meltdown”, quei momenti in cui tutto le va storto ed è sull’orlo di una crisi di nervi. Julia invece ha un altro temperamento. Andando contro tutti i pregiudizi dell’epoca non sembra mai mostrare segni di debolezza. Lei è convinta che sia necessario riuscire a pubblicare il suo libro, sente che potrebbe cambiare davvero il modo di cucinare degli americani.
Infatti la storia le ha dato ragione. Anche se lei non avrebbe mai immaginato che in quegli stessi anni in cui lei si sforzava di poter insegnare la cucina francese agli americani, negli States stavano nascendo i fast food, che avrebbero cambiato per sempre, in peggio,  le abitudini dei suoi connazionali.
Ci penserà Julie a coinvolgere e aiutare i lettori del blog ad apprezzare il piacere della cucina, della lunga preparazione delle pietanze, correndo anche il rischio di addormentarsi nell’attesa prolungata della cottura a forno tradizionale. Julie da foodblogger riuscirà a diventare scrittrice e pubblicare un libro.
Nora Ephron, sua anche  la sceneggiatura che è tratta dai 2 libri di Julia e Julie, dopo i flop degli ultimi anni (Vita da strega e Magic Numbers), riporta sul grande schermo dei personaggi femminili che convincono. Julia si rivolge alle donne medie della società americana, quelle senza servitù. Julie invece scrive nel blog soprattutto per aiutare se stessa, per trovare la propria strada. Forse non verrà ricordato come uno dei migliori film che parla di cucina, però in molti, critica e pubblico, hanno trascurato un piccolo dettaglio, Julia and Julie è la prima grande produzione inspirata , in parte, ad un blog, strumento che comunque è diverso da un social network.
Per il blogger  ogni commento positivo o critica da parte di un lettore sconosciuto, è motivo di orgoglio, è una soddisfazione per il lavoro che si compie quasi quotidianamente.
Se è vero che alcuni nascono e muoiono nel giro di poco tempo, altri invece continuano a produrre un post dietro l’altro, e alcuni, come quello di Julie Powell, hanno la fortuna di diventare libri. Grazie al suo blog in molti hanno potuto conoscere l’arte di Julia Child, e scoprire che in America non c’è solo o cibo spazzatura o ristoranti di lusso, o almeno, non è sempre stato cosi. Visto il successo  che ha avuto il blog di Julia Powell, il consiglio nasce spontaneo:
Foodblogger di tutto il mondo, unitevi!





Earthlings (Non dirmelo, mi rovinerai la cena)

3 08 2009

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Earthling è un documentario del 2005, scritto e diretto da Shaun Manson. La colonna sonora del film è stata scritta da Moby, mentre la voce narrante è quella di Joaquin Phoenix. Nel web si può facilmente trovare la versione in lingua originale sottotitolata in italiano che è scaricabile gratuitamente. Il documentario denuncia l’assoluta mancanza di rispetto dell’uomo nei confronti degli animali, che sono comunque altri essere viventi che condividono con noi questo mondo. E’ diviso in 5 capitoli che esaminano come l’essere umano usi gli animali per compagnia, per ricavarne cibo, vestiario, a scopo di intrattenimento e nella sperimentazione scientifica. Per meglio descrivere come ciò avviene nella realtà, vengono utilizzati dei filmati girati per lo più con telecamere nascoste. Immagini che a volte spingono lo spettatore a distogliere lo sguardo dallo schermo talmente sono violente e crudeli le azioni di cui è capace l’uomo nei confronti degli animali per il raggiungimento di uno dei 5 scopi elencati sopra, per perseguire i propri interessi economici Molte persone si indignano per il trattamento riservato ad alcuni animali, ad esempio per l’abbandono dei cani durante il periodo estivo, ma mangia tranquillamente le carcasse morte di altri animali, senza farsi alcun problema riguardo la sofferenza e il dolore subita dagli animali prima di raggiungere la tavola. Che cosa merita la nostra considerazione morale e cosa no? In Earthlings , prendendo spunti da riflessioni e tesi di Peter Singer, Manson propone delle analogie fra il razzismo, il sessismo e lo specismo . “Il terrestre umano tratta gli animali terrestri come oggetti. I razzisti violano i principi di eguaglianza attribuendo maggior importanza agli esseri della propria razza, allo stesso modo la specie umana tende a favorire gli interessi della propria specie su quella di membri di altre specie. Gli stupratori, i molestatori di bambini, si trovano in una posizione di potere e trattano i meno potenti come se fossero dei meri oggetti. Gli uomini che sono dotati di potere sfruttano coloro che non ne hanno. C’è qualche differenza per come l’uomo tratta le altre specie?” La mancanza di empatia viene denunciata come una delle cause per cui possano avvenire certe cose nel ventunesimo secolo. Il documentario inizia mostrandoci da dove provengono i cani che ci fanno compagnia e soprattutto dove finiscono quando ci siamo stancati della loro compagnia, magari perché i nostri figli sono cresciuti e i cani sono invecchiati: i canili. In questi luoghi ogni giorno vengono uccisi 60000 animali con l’eutanasia, che conduce alla morte gli animali in modo veloce e indolore. Altri canili hanno budget più ridotti e utilizzano le camere a gas per “eliminare gli ospiti” di troppo. I cani vengono ammassati in spazi ristretti, e a volte impiegano anche 20 minuti prima di morire. Un vero olocausto. “Quelli mostrati nel documentario non sono casi isolati. Questi sono gli standard industriali per gli animali usati come compagnia,cibo, vestiario, divertimento e ricerca. La dieta carnivora si basa fondamentalmente sull’ignoranza della gente. Nessuno si chiede Da dove viene il nostro cibo?. La gente spera che la carne che mangia derivi da animali che sono stati uccisi senza soffrire, in ogni caso non ha nessuna voglia e/o interesse a scoprire la verità. Non dirmelo, mi rovinerai la cena. Probabilmente se dovessimo uccidere personalmente la carne che mangiamo saremo tutti vegetariani.” La carne invece viene acquistata nei supermercati, è avvolta nella plastica, già confezionata e non ha assolutamente l’aspetto di un animale morto. Earthlings colma una lacuna, basterebbe informarsi un po’ per scoprire che le mucche da latte sono “stressate” e vino mediamente 6 anni, invece di 20, di come gli vengono amputate le corna (a volte utilizzando delle tenaglie),e che a volte vengano sgozzate anche se ancora sono in vita. Il cambiamento delle nostre abitudini alimentari è inevitabile, se non lo attueremo da soli la natura ci costringerà a farlo. Come ha dichiarato Singer, “Le future generazioni inorridiranno dinanzi allo specismo e lo condanneranno come noi oggi facciamo con le discriminazioni razziali e sessuali.”

Joaquin Phoenix La verità è che coloro che mangiano prodotti che richiedono la morte degli animali non meritano la comodità dell’ignoranza come scusa per non conoscere l’origine della carne che comprano.

Ralph Waldo Emerson Avete cenato e, per quanto i macelli siano scrupolosamente nascosti a chilometri di distanza, vi è complicità.

Mark Twain  Di tutte le creature mai esistite, lui, l’uomo, è la più detestabile. È l’unica creatura che infligge sofferenza per sport ed è consapevole di questa sofferenza

Peter Singer Gli esseri umani non sono gli unici capaci di provare sofferenza o dolore, queste condizioni appartengono anche alla maggior parte degli animali non umani, molti dei quali sono in grado di provare anche forme di sofferenza che vanno al di là di quella fisica ( l’angoscia di una mamma separata dai suoi piccoli , la noia dell’esser chiusi in una stretta gabbia senza far nulla)





Babe il maialino ha la febbre

27 04 2009

“Creare la coscienza di quello che mangi è una responsabilità verso il mondo”

Queste parole non sono farina del mio sacco, ma di Michael Pollan, autore de  

 ”Il dilemma dell’onnivoro”.

I servizi che sono andati in onda questa settimana su striscia la notizia riguardanti Ferran Adria e la cucina molecolare non aiutano certamente a creare questa coscienza.

Purtroppo i mass media hanno 2 approcci per trattare questi argomenti.

Servilismo o “giornalismo col bazooka”!

Il metodo utilizzato da  Striscia sicuramente non ha lo scopo di realizzare  una critica costruttiva, un servizio fatto così non serve ad informare.

Hanno lanciato un’accusa al “più grande chef del mondo” per l’utilizzo degli additivi chimici nel suo ristorante e a tutti quelli che “sposano” la filosofia della cucina molecolare. Affermare che il consumo di pietanze che contengono questi additivi possono causare la morte  mi è sembrato un pò azzardato. Mi è sembrato che questa volta l’hanno sparata un pò grossa.

Di ieri invece la notizia della febbre suina. Dopo la mucca pazza e l’influenza aviaria anche i suini si ammalano e l’uomo va nel panico. Per adesso ci stanno dicendo di stare tutti tranquilli, probabilmente questa volta non ci sarà nessun conduttore di telegiornale che mangerà una costina di maiale in diretta per tranquillizzare i telespettatori.

Pensavamo che il maiale fosse un “portatore sano di prosciutto”, mai avremmo immaginato che un giorno diventasse portatore di virus mortali.

Ormai ci stiamo abituando ai vari allarmi alimentari, si ripetano con una certa frequenza, come i mondiali di calcio.

Non abbiamo più punti di riferimento. Ma è normale che per capire da dove arriva il cibo che consumiamo nelle nostre tavole dobbiamo affidarci alle inchieste giornalistiche?

Ultimamente c’è stata un attacco collettivo di fobia per i carboidrati.

La pasta e il pane che erano alla base della dieta mediterranea adesso sono diventati la causa dell’obesità.

Quello che mi spaventa è il cambio improvviso  e radicale nelle abitudini alimentari di un popolo.

Si è persa la tradizione, la saggezza culinaria ereditata dai nostri nonni. Ma l’industria alimentare conta proprio sulla nostra ignoranza. Glutammato monosodico, grassi idrogenati, sciroppo di glucosio, trigliceridi, sono solo paroloni inutili.

La tecnologia non sempre da una mano, con il microonde ad esempio anche un bimbo di 8 anni può diventare un cuoco. Alcune donne invece si affidano a robot da cucina come il Bimby, perdendo l’abitudine e il piacere di cucinare. Quando io ero un ragazzo si stava tutti a tavola insieme, sia a pranzo che a cena, le pietanze, tranne casi eccezionali, erano uguali per tutti. Adesso in una cena tipica familiare potremmo trovare la mamma che non mangia niente di quello che cucina perché perennemente a dieta, il padre col diabete, il figlio vegetariano, la figlia che mangia sempre pizza e le sole verdure che riesce a mangiare sono le patatine fritte e il pomodoro se trasformato in ketchup.

Come ci siamo ridotti in questo stato?

La settimana scorsa la Regione Lombardia ha approvato una “Legge Anti-Kebab”, ma per evitare di punire direttamente i Kebab (con le conseguenti polemiche razziste) la normativa colpisce anche le gelaterie, pizzerie da asporto, paninoteche etc etc.

Ma se in una città come Milano ci sono 300 Kebab forse c’è un problema di cultura alimentare.

I clienti di questi esercizi non sono tutti arabi, molti sono italiani. Io non vedo molta differenza fra questi panini e quelli venduti da McDonald, si tratta sempre di Fast Food.

Se per cercare di limitare la vendita di questi alimenti deve intervenire la Regione, emanando una legge su misura, direi che la situazione è allarmante. 

Credo che sarebbe più utile sensibilizzare le persone sull’alimentazione, incominciando dalle scuole.

In passato si diceva “Una risata vi seppellirà”, domani forse sarà un panino ripieno.
Buon appetito!

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Fast Food Nation

29 03 2009

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Fast Food Nationè un film diretto da Richard Linklater, ispirato all’ omonimo best-seller scritto da Eric Schlosser, un libro inchiesta atroce e documentato sull’industria alimentare americana. Invece di realizzare un documentario, il regista realizza una fiction in cui si intrecciano le vite di diversi personaggi, con uno stile che ricorda i film di Robert Altman.
Il Sig Anderson, responsabile Marketing della catena di Fast Food Mickey’s, viene informato che la carne utilizzata per gli Hamburger del prodotto di punta della catena (il Big One) è risultata contaminata da un’elevata quantità di batteri fecali .
Gli viene cosi ordinato di andare a indagare direttamente in fabbrica. Si reca quindi a Cody, dove ha sede lo stabilimento che si occupa della macellazione dei bovini.
Anderson riesce a scoprire cosa si cela davvero dietro la preparazione del panino Big One, ma decide di tacere per non compromettere la sua carriera aziendale. Alla sua vicenda si alternano la storia di Amber, un’adolescente che lavora al Mickey’s di Cody per pagarsi gli studi e quella degli immigrati clandestini messicani, che finiscono per lavorare nel macello sotto-pagati, sfruttati, ricattati con la loro clandestinità, indispensabili perché pochi americani accetterebbero un simile lavoro.
I nastri dei macelli scorrono troppo veloci e i lavoratori non fanno in tempo a tirare fuori gli intestini decentemente, prima dell’inizio della lavorazione della carne. Spesso, le parti della bestia non vengano ben separate e gli intestini finiscano nello stesso tritacarne che prepara i suddetti hamburger.
Anche se viene definita dai biologi colibattere fecale, alla fine si tratta sempre di cacca.
In un geniale cameo Bruce Willis invita cinicamente ad accettare la realtà così com’ è: «Tutti noi dobbiamo abituarci a mangiare un po’ di merda».
Linkater ha girato il film in segreto e a bassissimo costo, per non attirare l’attenzione dell’industria alimentare. Nonostante questo tra gli altri interpreti del film ci sono: Patricia Arquette, Greg Kinnear, Ethan Hawke e Avril Lavigne.
Un film molto duro, la scena finale è terribile, ha suscitato reazioni molto vive, forse anche delle auto-promesse di cambiare la propria dieta alimentare. E’ stato girato nel 2006, anno in cui erano stati presi di mira i clandestini provenienti dal Messico, influenzando molto la stesura della sceneggiatura del film, che si sofferma molto sulle condizioni di questi lavoratori clandestini, costretti a subire umiliazioni, ricattati, le donne si devono piegare ai voleri dei “caporali” che possono decidere del loro futuro. Ma Fast Food Nationè il manifesto di una nazione che sta morendo per cattiva alimentazione. Come scrive William Reymond nel suo libro Toxic “L’Europa sta diventando obesa, come gli Stati Uniti Entro breve, il numero di morti per problemi legati al peso e alle malattie alimentari(deficienze renali, disturbi diabetici e attacchi di cuore) supererà quello imputabile all’alcol e al tabagism . Nonostante i grandi passi in avanti compiuti dalla medicina, l’aspettativa di vita delle prossime generazioni sarà decisamente inferiore rispetto alla nostra.
Quest’anno si è tenuto per la prima volta “L’Obesity day”, molti pensavano che l’Italia non sarebbe mai potuta diventare una nazione grassa come quella Americana. Ma l’apertura di molti centri commerciali e di cinema multisala, insieme all’introduzione massiccia della donna nel mondo del lavoro, ha avuto delle ripercussioni sulla cucina familiare e sulle abitudini alimentari dei giovani. Del resto se è la tv a farti da baby-sitter, che idea puoi avere riguardo l’alimentazione?
E’ una lotta impari quella che i genitori e la scuola devono combattere contro le grosse aziende di prodotti alimentari e le loro campagne pubblicitarie.
Nella nostra società, ormai, i vegetali rappresentano lentezza, monotonia, stupidità.
Basta pensare ad alcuni aggettivi negativi con cui a volte vengono apostrofate le persone: “Finocchio, Pera cotta, Carciofo”. Fino ad arrivare all’estremo. Di una persona in stato di morte celebrale si dice che è diventato un “vegetale”.
Nelle culture carnivore gli uomini sono convinti che mangiare carni rosse sia più mascolino e virile che nutrirsi di verdura, cereali e frutta. Spesso i vegetariani vengono accusati che possono permettersi di vivere alimentandosi con questa dieta “estrema” solo perchè non fanno dei lavori duri come il muratore o il taglialegna, perchè altrimenti sarebbe necessaria una “bella costata ai ferri”. Ma anche il mondo del lavoro è cambiato, molti fra coloro che lanciano queste accuse lavorano in ufficio per 8 ore davanti ad un pc e quando ritornano a casa vengono fortemente attratti dal divano, conducendo una vita totalmente sedentaria.
Per questo è necessario nutrirsi di tutte quelle proteine animali?
Film come Fast Food Nation aiutano a capire cosa si cela dietro il mondo dei fast food, è un’opera scomoda e difficilmente digeribile, proprio per questo va vista.





Gli obesi di fine mese!

1 10 2008

 

Se una notizia viene data da un TG delle 20:00, la cosa ti può far pensare, ma la tua serata continua come da programma (per quanto puoi programmare una serata con un neonato di 2 mesi).

Ma se, cambiando canale, senti la stessa notizia dall’ altro TG nazionale delle 20:00, beh, allora, fermati mondo che io scendo L

Gli obesi di fine mese!

Intanto io non sapevo che ad Ottobre ci fosse  l’Obesdity Day…

Io ero  rimasto ancora al Family Day e al Maiale Day, non ero a conoscenza di questa nuova ricorrenza!

 

 Il presidente dell’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) ha detto “ In Italia ci sono tanti obesi del fine mese . Si tratta di un paradosso della crisi economica: più gli italiani tirano la cinghia, più ingrassano. Tutta colpa del nuovo modo di fare la spesa, che tiene conto più dello scontrino che della salute”, dice lo specialista. Così l’esercito di chi si allarga in attesa dello stipendio, gli obesi e soprappeso ”da fine del mese”, va letteralmente a ingrassare le fila degli italiani che hanno problemi con la bilancia. *

 

Naturalmente al termine dei  TG non sono mancati i soliti spot di merendine ipercaloriche, fast food, bibite gassate piene di zuccheri…. Etc…

Questi prodotti invece non sono il problema dell’obesità? Noi ingrassiamo a fine mese perché cerchiamo di risparmiare non comprando frutta e verdura , ma prodotti più economici e più grassi.

Ma cosa vuol dire, che questi “obesi di fine mese” mangiano per 20/25 giorni frutta e verdura, poi non hanno più soldi e comprano solo cibi pre-cotti  e grassi o si chiudono per una settimana in un fast food?

Io credo che in Italia il problema dell’ obesità andrà sempre peggiorando, certamente i bassi redditi, la disoccupazione, influenzano; la maggior parte degli obesi oltreoceano vive in periferia e appartiene al ceto sociale più basso.
E’ innanzitutto un problema di cultura, se è la Tv  a farti da babysitter , che idea puoi avere riguardo l’alimentazione?

Poi personalmente sono stanco di vedere associato il caro vita alla frutta e verdura.

Io che sono vegetariano ormai da 10 anni, dovrei essere sul lastrico, dovrei chiedere un mutuo per poter andare al supermercato?

Certo che se vuoi mangiare  le fragole o i frutti di bosco a Dicembre è un’ altro discorso….

Scusate lo sfogo, non era mia intenzione pubblicare un post sull’alimentazione, ne tantomeno sulla mia dieta vegetariana…

Riguardo la paura di ingrassare e le abitudini alimentar,i non posso far altro che lasciarvi con una battuta di Woody Allen:

Sai, io non ingrasso di un grammo, perchè … ecco la mia ansia funziona come l’aerobica… faccio ginnastica così“.**

e un video tratto da un film con Pozzetto

 

 

* Roma, 30 set. Adnkronos Salute

** Scoop di Woody Allen Usa 2006