Due storie corrono parallele in Cars 2. Il lancio del nuovo Campionato Mondiale Velocità patrocinato dal magnate Miles Axlerod, pioniere dei carburanti alternativi, è funestato da alcuni misteriorsi incidenti mentre un gruppo di spie guidato da Finn McMissile (la famosa Aston Martin di 007) indaga su loschi personaggi interpretati da modelli di auto anni ’70 pronte alla rottamazione. Il campionato mondiale patrocinato da Miles Axlerod e il suo Allinol, il prodigioso carburante alternativo al petrolio, si corre su meravigliosi circuiti cittadini tra il Giappone e l’Europa toccando Italia, Francia e Inghilterra su cui si affrontano il redivivo Saetta e un nuovo rivale italiano, la monoposto Francesco Bernoulli: perfetto rappresentante in pista della spavalderia tricolore. Saetta Mcqueen, più fiacco sulla pista e meno “star” rispetto alla prima edizione, lascia il palcoscenico a Cricchetto che nel frattempo è assoldato suo malgrado nella squadra di spie sulle tracce degli incidenti che si susseguono nel campionato: sarà l’Allinol la causa degli incidenti? Chi c’è dietro? Al ritmo di rocamboleschi inseguimenti e dei goffi travestimenti di cricchetto Carl l’evento sportivo e la Spy Story convergono in un travolgente finale con tanto di colpo di scena.
Nel seguito di “Cars”, il regista John Lasseter si sofferma con ironia sui cambiamenti che hanno sconvolto il mercato delle auto negli ultimi anni. Anche il mondo delle corse – nella fattispecie la Formula 1 – è stato travolto dalla bolla economica Go Green. La conseguenza sono state alcune modifiche al regolamento (un tetto massimo di gomme e di motori da usare nell’arco di una stagione) che non solo non hanno contribuito alla realizzazione di gare più spettacolari, ma hanno prodotto un grande ossimoro. Provare a diminuire i consumi in quello che è l’evento più consumistico in assoluto. Come se la gara a chi mangia più torte portasse avanti la filosofia del ‘mangiare sano’. Nel film, un magnate del petrolio subisce un’illuminzazione verde che lo spinge ad una “conversione” del proprio business, puntando tutto su un carburante “eco”.
Per lanciare globalmente questo prodotto innovativo decide di organizzare 3 gran premi a cui prenderanno parte le migliori macchine da corsa al mondo: la novità è che tutte le auto in competizione utilizzeranno il carburante ecologico da lui lanciato. Oggi sono molti gli imprenditori che hanno subito questa conversione, che hanno sposato la causa ecologica. Basti pensare alla pubblicità dell’attore che ha interpretato JR in “Dallas” o, per restare in Italia, all’improvviso moltiplicarsi di impianti fotovoltaici realizzati grazie agli incentivi statali più che ad un’improvvisa presa di coscienza collettiva.
Sono tropo timidi i tentativi per il coinvolgimento emotivo dello spettatore: qualcosa si smuove con il solo Cricchetto, che si interroga sulle conseguenze del proprio atteggiamento troppo scherzoso e infantile nei confronti degli altri. Nei film realizzati da Pixar, l’empatia per i personaggi principali e la sperimentazione sono da sempre stati miscelati in un’alchimia vincente, innovativa, esplosiva. Questa è sempre stata la ricetta del successo. Pochi ingredienti, ma dosati bene. Tutto questo non c’è nel sequel più atteso delle pellicole Pixar: più doppiatori noti (dai piloti di Formula 1 a Sophia Loren), più marchi di case automobilistiche presenti (con una prevalenza della Fiat), più esplosioni, ma meno idee e sentimento e soprattutto zero rischi. Fino ad oggi gli unici sequel targati Pixar sono stati i 2 Film di Toy Story, pellicole che erano riuscite a spiazzare e sorprendere il pubblico, cambiando totalmente scenario e trattando tematiche diverse.
Cars 2 non è un brutto film, non è l’inizio del declinio Pixar, l’azienda ha deciso di monetizzare al massimo i personaggi creati con il primo Cars, personaggi che commercialmente sono risultati il maggior successo per il merchandasing del film (non a caso l’unico spin-off dei film Pixar è proprio un DVD dedicato alle avventure di Cricchetto).
In 16 anni la Pixar ha sfornato tanti capolavori, una filmografia quasi impeccabile, forse fin troppo perfetta. Cars 2 è solo una piccola ammaccatura, un po’ di ruggine non guasta, rende più umano tutto il lavoro fatto fino ad oggi.

