Lisbeth nos a malo

5 06 2009

 uomini_che_odiano_le_donne

Uomini che odiano le donne è il primo libro di una trilogia scritta dallo svedese  Stieg Larsson. E’stato un caso editoriale, pubblicato dopo la morte del suo autore, ha venduto milione di copie in tutto il mondo. Da poco è uscito nelle sale italiane  il film ispirato a questo romanzo.
Si tratta di un giallo ambientato in Svezia, nei giorni nostri .Due sono i protagonisti : il giornalista Mikael Blomkvist e la hacker Lisbeth Salander. Lui è stato condannato per diffamazione a causa di un articolo pubblicato sulla rivista Millenium (che da anche il nome alla trilogia), in cui accusava di vari reati un magnate della finanza svedese. Lei invece lavora per la Milton Security, ha il talento di riuscire a scoprire tutti i segreti delle persone, lo fa su commissione ed è maledettamente brava nel suo lavoro.
Mikael viene assunto dal ricco Henry Vanger per indagare sulla scomparsa della nipote prediletta ,Harriet, avvenuta 40 anni prima. Anche se è sicuro che sia stata assassinata non si rassegna, perché non sono mai stati trovati né l’assassino né il corpo della ragazza. E’ svanita nel nulla, senza lasciare traccia. Nel romanzo il mistero della scomparsa della ragazza viene risolto 100 pagine prima della fine del libro. Piuttosto insolito per un giallo. Ma questo infatti non è il solito giallo. Scritto prima della grande crisi economica, lo scrittore svedese descrive nel peggiore dei modi possibili il mondo della finanza. Non lascia spazio ad equivoci o interpretazioni. Non crede neanche nei cambiamenti  o nelle redenzioni, queste persone devono fare il bene degli azionisti e delle proprie aziende, anche se questo vorrà dire occultare la verità per salvare  il nome e la reputazione della famiglia. Se la borsa svedese tentenna loro sono prontissimi a mettere al sicuro il proprio capitale all’estero, fregandosene della conseguenza primaria del loro agire,l’affossamento dell’economia svedese e dell’occupazione. I giornalisti e i mass media non vengono descritti in modo migliore. Spesso il loro ruolo si limita solamente nel tenere un microfono o a scrivere degli articoli su commissione del “potente”. Troppo spesso si dimostrano di essere senza spina dorsale o di  puntare solamente alla carriera. Blomkvist invece è un giornalista serio, ha fondato la rivista Millenium, in cui vengono effettuate delle inchieste “scomode”, che puntano il dito contro i soliti potenti di turno, con il rischio di finire in bancarotta, perché questo tipo di giornalismo difficilmente attira gli investimenti degli inserzionisti, un po’ come la trasmissione Report in  Italia. Neanche Mikael però è perfetto e  suo malgrado prenderà una decisione che peserà come un macigno sulla sua coscienza,di uomo e di giornalista. Cinica invece la rappresentazione del riccone Vanger, con la quale lo scrittore sembra dichiarare la sua assoluta mancanza di fiducia nella classe dirigente svedese. Se avete già visto il film ma non avete mai letto il romanzo  vi starete chiedendo di che libro stia parlando, perché tutte queste cose nella trasposizione cinematografica non ci sono. Eppure sono soprattutto questi gli aspetti del romanzo che ne hanno decretato il successo, grazie ad un incessante  passaparola e alla recensioni positive dei critici, esaltati dalla storia di questo giornalista che fa bene il suo lavoro. Io non sono del parere che da un buon libro esca sempre un brutto film, senza disturbare Kubrick, basterebbe citare alta Fedeltà, Requiem for a Dream, Il Padrino , Fight Club etc  etc.
Probabilmente se il film fosse stato girato in questi  giorni il regista avrebbe osato di più, perché il romanzo dà molti spunti, la società descritta in uomini che odiano le donne è davvero uno spaccato della realtà, l’avidità, il potere, l’autorità, il razzismo, l’integralismo religioso, le speculazioni finanziarie, quasi nessuno di questi temi è stato tratto nel film, e quei pochi che hanno trovato dello spazio vengono banalizzati. Solo la violenza subita dalle donne, soprattutto da Lisbeth, è raccontata bene. Non è un caso che la parte migliore è quella che mostra il ”rapporto” fra Lisbeth e il suo tutore. Quando la libido acceca la ragione dell’uomo arriva Lisbeth al liberarlo dal suo peccato, dal suo male, forse per sempre. Lisbeth nos a malo, appunto.

Secondo Mikael Blomkvist era compito del giornalista economico studiare e smascherare gli squali della finanza, che creano le crisi economiche e mandano in fumo il capitale dei piccoli risparmiatori in folli speculazioni. 

 


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