
Fast Food Nationè un film diretto da Richard Linklater, ispirato all’ omonimo best-seller scritto da Eric Schlosser, un libro inchiesta atroce e documentato sull’industria alimentare americana. Invece di realizzare un documentario, il regista realizza una fiction in cui si intrecciano le vite di diversi personaggi, con uno stile che ricorda i film di Robert Altman.
Il Sig Anderson, responsabile Marketing della catena di Fast Food Mickey’s, viene informato che la carne utilizzata per gli Hamburger del prodotto di punta della catena (il Big One) è risultata contaminata da un’elevata quantità di batteri fecali .
Gli viene cosi ordinato di andare a indagare direttamente in fabbrica. Si reca quindi a Cody, dove ha sede lo stabilimento che si occupa della macellazione dei bovini.
Anderson riesce a scoprire cosa si cela davvero dietro la preparazione del panino Big One, ma decide di tacere per non compromettere la sua carriera aziendale. Alla sua vicenda si alternano la storia di Amber, un’adolescente che lavora al Mickey’s di Cody per pagarsi gli studi e quella degli immigrati clandestini messicani, che finiscono per lavorare nel macello sotto-pagati, sfruttati, ricattati con la loro clandestinità, indispensabili perché pochi americani accetterebbero un simile lavoro.
I nastri dei macelli scorrono troppo veloci e i lavoratori non fanno in tempo a tirare fuori gli intestini decentemente, prima dell’inizio della lavorazione della carne. Spesso, le parti della bestia non vengano ben separate e gli intestini finiscano nello stesso tritacarne che prepara i suddetti hamburger.
Anche se viene definita dai biologi colibattere fecale, alla fine si tratta sempre di cacca.
In un geniale cameo Bruce Willis invita cinicamente ad accettare la realtà così com’ è: «Tutti noi dobbiamo abituarci a mangiare un po’ di merda».
Linkater ha girato il film in segreto e a bassissimo costo, per non attirare l’attenzione dell’industria alimentare. Nonostante questo tra gli altri interpreti del film ci sono: Patricia Arquette, Greg Kinnear, Ethan Hawke e Avril Lavigne.
Un film molto duro, la scena finale è terribile, ha suscitato reazioni molto vive, forse anche delle auto-promesse di cambiare la propria dieta alimentare. E’ stato girato nel 2006, anno in cui erano stati presi di mira i clandestini provenienti dal Messico, influenzando molto la stesura della sceneggiatura del film, che si sofferma molto sulle condizioni di questi lavoratori clandestini, costretti a subire umiliazioni, ricattati, le donne si devono piegare ai voleri dei “caporali” che possono decidere del loro futuro. Ma Fast Food Nationè il manifesto di una nazione che sta morendo per cattiva alimentazione. Come scrive William Reymond nel suo libro Toxic “L’Europa sta diventando obesa, come gli Stati Uniti Entro breve, il numero di morti per problemi legati al peso e alle malattie alimentari(deficienze renali, disturbi diabetici e attacchi di cuore) supererà quello imputabile all’alcol e al tabagism . Nonostante i grandi passi in avanti compiuti dalla medicina, l’aspettativa di vita delle prossime generazioni sarà decisamente inferiore rispetto alla nostra.”
Quest’anno si è tenuto per la prima volta “L’Obesity day”, molti pensavano che l’Italia non sarebbe mai potuta diventare una nazione grassa come quella Americana. Ma l’apertura di molti centri commerciali e di cinema multisala, insieme all’introduzione massiccia della donna nel mondo del lavoro, ha avuto delle ripercussioni sulla cucina familiare e sulle abitudini alimentari dei giovani. Del resto se è la tv a farti da baby-sitter, che idea puoi avere riguardo l’alimentazione?
E’ una lotta impari quella che i genitori e la scuola devono combattere contro le grosse aziende di prodotti alimentari e le loro campagne pubblicitarie.
Nella nostra società, ormai, i vegetali rappresentano lentezza, monotonia, stupidità.
Basta pensare ad alcuni aggettivi negativi con cui a volte vengono apostrofate le persone: “Finocchio, Pera cotta, Carciofo”. Fino ad arrivare all’estremo. Di una persona in stato di morte celebrale si dice che è diventato un “vegetale”.
Nelle culture carnivore gli uomini sono convinti che mangiare carni rosse sia più mascolino e virile che nutrirsi di verdura, cereali e frutta. Spesso i vegetariani vengono accusati che possono permettersi di vivere alimentandosi con questa dieta “estrema” solo perchè non fanno dei lavori duri come il muratore o il taglialegna, perchè altrimenti sarebbe necessaria una “bella costata ai ferri”. Ma anche il mondo del lavoro è cambiato, molti fra coloro che lanciano queste accuse lavorano in ufficio per 8 ore davanti ad un pc e quando ritornano a casa vengono fortemente attratti dal divano, conducendo una vita totalmente sedentaria.
Per questo è necessario nutrirsi di tutte quelle proteine animali?
Film come Fast Food Nation aiutano a capire cosa si cela dietro il mondo dei fast food, è un’opera scomoda e difficilmente digeribile, proprio per questo va vista.



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