School of Cube

25 09 2008

 

 

Bentornati a Scuola!!!

 

Innanzitutto sfatiamo subito una leggenda Metropolitana.

Il cubo non si potrà mai risolvere staccando gli sticker e attaccandoli al posto giusto.

Se siete cosi bravi da riuscirvi, ditemi come fate, ogni volta che devo cambiare gli sticker ad un cubo mi esce il sangue del naso al solo pensiero

E’ un’ operazione lunga , noiosa, preferirei piuttosto cambiare le corde a 3 chitarre diverse se potessi scegliere.

Se invece volete davvero imparare a risolvere il cubo questo è quello che vi occorre:

 

 -Un cubo il cui prezzo di acquisto sia superiore ai 2 euro, non fate i taccagni,

  un cubo è per sempre, tranne se  siete troppo irascibili e lo lanciate contro un muro .

  Ve bene un qualsiasi cubo 25°Anniversario, lo potete acquistare nei negozi di giocatoli,

  in alcune cartolibrerie, o nei grossi centri commerciali

  Il prezzo va dai 9,90 euro in su, ma se vi cercano 14,90 euro,

  dite pure al commerciante di mettersi almeno una passamontagna in viso,

  dato che vi sta praticamente rapinando :-P

  Ci sono degli altri cubi in commercio,vengono chiamati DIY Cube,

   ne parlerò nella pagina “The Cubefather” , dedicata allo speedcubing.

-Un’ ora libera da dedicare allo studio del cubo, bisogna iniziare a conoscere quest’ oggetto,

  capire com’ è fatto, avere dimestichezza con i vari termini che vengono utilizzati nelle guide  alla soluzione.

- Se è una giornata “no” rimandate pure , bisogna essere ben predisposti e determinati.

Quest’ oggetto che tutti abbiamo tanto odiato nel corso della nostra infanzia ( mi rivolgo ai Babyboomers miei coetanei) perché così complicato e”ostico” ,

ma dopo aver acquisito familiarità con l’ oggetto e averne carpito i segreti vi apparirà di una semplicità impressionante.

Forse è proprio questo il segreto della sua bellezza , ma per poterlo apprezzare bisogna avere e tenere il giusto approccio.

Come diceva Libera Di Rienzo a Elio Germano nel film “SANGUE”:

 

 

 

“Chico, el tramonto non è nada che luce e un poco d’ inquinamento che lo fa marrone o viola, e la bellezza che è negli occhi di chi la vede”