Good Bye, Lenin!

9 11 2009

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Alex ( Daniel Bruhl) è cresciuto nella repubblica sociale tedesca con la madre e la sorella.
Il padre è fuggito nell’ovest, è passato dall’altra parte del muro, quella del nemico.
L’ottobre del 1989 a Berlino est è molto caldo, i ragazzi iniziano a scendere in piazza, e la madre di Alex, che abbandonata dal marito si è dedicata anima e corpo alla causa della patria socialista, dopo aver assistito alle percosse che i poliziotti danno ai ragazzi che manifestano, vedendo il proprio figlio arrestato, ha un infarto ed entra in coma. Si risveglierà solo dopo 8 mesi dopo. Nel frattempo tutto è cambiato, il muro è caduto, la repubblica sociale tedesca non esiste più, e anche i suoi figli sono cambiati. Alex decide di far dimettere la mamma dall’ospedale e la  porta a casa, fingendo che nulla sia cambiato durante i suoi mesi di coma. E’ dell’idea che i mutamenti  della Germania potrebbero essere una grossa delusione e causare ulteriori danni alla salute della mamma.
Mantenere la messa in scena non è però semplice, il crollo del  muro ha causato – oltre alla compravendita d mattoni usati più lucrosa della storia – anche la scomparsa dal mercato dei  prodotti tipici della repubblica federale, un’altra valuta, arrivano i fast food e le sigarette delle corporation americane.  Alex è quindi costretto ad inventare storie sempre più assurde per nascondere alla madre la realtà.

Decidere di affrontare un fatto storico cosi importante con una “Commedia” potrebbe sembrare un azzardo, ma etichettare Good Bye Lenin con un solo  genere è fin troppo riduttivo. Un pellicola con continue trovate geniali  in cui non mancano dei colpi di scena che modificano totalmente la chiave di lettura del film.
Non c’è solo la nostalgia del passato, il “si stava meglio quando si stava peggio”.
Alex mostra alla madre la Germania socialista che non c’è mai stata, ma che lui credeva possibile. Il gioco diventa troppo grande, ma lui non demorde. Si inventa delle storie assurde, come la presunta origine “tedesca” della coca cola, sostenendo che la formula segreta sia stata messa a punto nei laboratori tedeschi.
La sua propaganda è utopistica ma originale e convincente. Nella Germania di Alex i profughi sono i cittadini di Berlino Ovest, schiavi del consumismo e “dell’insensata lotta alla sopravvivenza capitalista”.
Lui ha subito la propaganda per tutta la vita, ha dovuto sempre far finta di niente, ha partecipato passivamente al teatrino della politica. La malattia della madre gli ha dato l’occasione per passare dall’altra parte, questa volta sarà lui a dirigere la messa in scena, e la fantasia di certo non gli manca. I servizi televisivi che prepara con il collega antennista sono spettacolari, precisi, emozionanti.

Momenti epocali, storici , di cambiamento, possono offrire ottimi spunti per raccontare delle vicende umane.
Per gli  americani ad esempio risvegliarsi dopo 8 mesi e scoprire che il presidente della nazione  non è più il repubblicano , cristiano rinato, del Texas, ma un afroamericano, sconosciuto ai più solo un anno prima, che sta tentando di apportare  una riforma “socialista” del sistema sanitario più pazzo del mondo, potrebbe essere un trauma come quello vissuto dalla mamma di Alex. Benigni, quando era Benigni e non ostaggio del sommo poeta, aveva in un suo vecchio spettacolo giocato su un “cambiamento” italiano, l’imprenditore  amico di Craxi, non in galera ma a capo del governo. Sono passati 16 anni da allora, ed è l’Italia ad essersi addormentata, lo testimonia il fatto che nulla è mutato rispetto allo  scenario descritto allora dal comico toscano, mentre intorno tutto cambia.
Nei nostri confini i muri continuano ad alzarsi, negando ogni volta che accade  libertà  agli stranieri, alle giovani coppie, alle famiglie, alla stampa. Una nazione che dopo l’ultima crisi finanziaria dell’occidente sta pian piano tramutando in un popolo  di “profughi” e poeti.





Speedcubing, consigli per l’uso

12 11 2009

di Marco Levrero

un piccolo tutorial per quelle persone che vogliono diventare più veloci a risolvere il cubo di Rubik. Per favore leggete questo thread e fate una veloce ricerca sul forum prima di fare domani su come abbassare i propri tempi. Prima di tutto, la cosa più importante è la pratica. Indipendentemente da quanti algoritmi conoscete, è principalmente una questione di pratica. Usando un metodo per principianti, si può comunque raggiungere una media sub 20, dipende tutto dalla pratica. Conoscere più algoritmi aiuta a capire di più il funzionamento degli stessi, e, cosa più importante, a riconoscerli più velocemente, ma questi non ti aiuteranno tanto quanto può farlo la pratica. A parte queste cose iniziali, quale è il metodo migliore per abbassare i tempi, oltre ad esercitarsi? In questo thread ci sono alcuni consigli, passo per passo, che potrebbero aiutarti.

Questo è un video di uno degli speedcubers più famosi al mondo, Erik Akkersdijk, in cui realizza una media sub 20 usando solo il metodo a strati con l’ultimo strato in 4 steps.
Rubik’s cube in 19.74 average with Beginners method


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Step 1
Media attuale: 1:30+ o non so ancora risolvere il cubo
Media a cui si vuole arrivare: 1:00-1:19
Impara il metodo da questo video Badmephisto – How to solve a Rubik’s Cube
NOTA: è anche possibile andare sotto il minuto con uno di questi metodi
Se hai ancora difficoltà, segui questi consigli:

* Lima (solo se il cubo è un originale Rubik’s) e lubrifica il cubo.
* Impara alcuni finger tricks (questo aiuterà davvero MOLTO). L’abilità nei finger tricks si migliora ovviamente con la pratica.
* Diminiusici il tempo per l’ultimo strato (circa 25 secondi o meno) – puoi farlo cercando di migliorare l’esecuzione e il riconoscimento di ogni caso (per farlo serve esercitarsi).
* Cerca di ridurre al minimo le pause, ovvero di non smettere mai di muovere le dita durante la solve. Questa è una cosa che richiede molto allenamento!
* Impare a fare bene la croce. Cerca di farla in 12 mosse al massimo, e in meno di 12 secondi. Qui ci sono alcuni link che possono aiutarti:
http://www.cubefreak.net/cross.html
http://www.cubestation.co.uk/cs2/ind…op/cross/cross
* Esercitati, più lo fai, più veloce diventi
* Una volta che hai preso confidenza con il metodo per principianti, puoi iniziare a provare a inserire gli angoli del primo strato da un angolazione diversa. Vedi la guida di Macky a proposito: http://cubefreak.net/easy_fast.html
* Usa un cronometro per vedere i tuoi progressi

Tempo stimato: 2-4 settimane

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Step 2
Media attuale: 1:00-1:19
Media a cui si vuole arrivare: 40-49 secondi
Impara l’ultimo strato in 4 steps (4LLL). (Link dove trovare gli algoritmi sono in fondo a questa guida)

OLL in 2 fasi

* Orientare gli spigoli – 2 algoritmi
* Orientare gli angoli – 7 algoritmi

PLL in 2 fasi

* Permutare gli spigoli – 3 algoritmi – Aa,Ab e Y
* Permutare gli spigli – 4 algoritmi – Ua, Ub, Z, H

Qui ci sono alcuni video che spiegano come usare questo metodo per l’ultimo strato:

* 2 Look OLL: http://youtube.com/watch?v=DTYvklyOpVM
* 2 Look PLL: http://youtube.com/watch?v=S61q3FYVFis

Tempo stimato: 2-4 settimane

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Step 3
Media attuale: 40-49 secondi
Media a cui si vuole arrivare: 30-39 secondi

* Impara l’F2L intuitivo
* I tuoi tempi saranno un po più alti per un po’ di tempo, ma dopo qualche giorno di pratica, si abbasseranno significativamente!
* Esercitati TANTO con l’F2L!

Tempo stimato: 2-4 settimane

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Step 4

Media attuale: 30-39 secondi
Media a cui si vuole arrivare: 20-29 secondi

* Ora è il momento di imparare tutti gli altri algoritmi del PLL. In totale sono 21 (ne hai già imparati 7 nello step2) (I link da cui prednere gli algoritmi sono in fondo alla guida)
* Impara come vedere prima i pezzi che ti servono nell’F2L mentre stai già inserendo una coppia, questo farà abbassare TREMENDAMENTE i tuoi tempi.

Tempo stimato: 2-6 settimane

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Step 5
Media attuale: 20-29 secondi
Media a cui si vuole arrivare: 15-19 secondi

* Fai pratica con l’F2L, impara casi particolari o inventa direttamente tu i metodi che ti vengono meglio in determinate situazioni. (Link per imparare i casi dell’F2L sono in fondo alla guida) Ricorda anche di guardare sempre alla coppia successiva, non a quella che stai inserendo, questo è MOLTO importante. Cerca di finire la croce più l’F2L in 12 secondi o meno.
* Esercitati per abbassare i tempi in cui riconosci e esegui PLL e OLL, cerca di fare ogni algoritmo sotto i 3 secondi per riconoscimento più esecuzione.
* Cerca di fare la croce in basso e sotto i 4 secondi.

Tempo stimato: 1-2 mesi

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Step 6
Media attuale: sub 20 secondi
Media a cui si vuole arrivare: sub 15 secondi

* Esegui la croce e l’F2L in meno di 10 secondi.
* Esegui la croce in circa 2 secondi o meno.
* Impara la extended cross (x-cross).
* Impara il resto degli OLL (57 in totale), questo vi aiuterà solo di circa 2 secondi o meno.
* Per imparare e memorizzare gli OLL è molto di aiuto il video di Badmephisto..
* Allenati allenati allenati!

Tempo stimato: 4+ mesi

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Algoritmi F2L:
[*]Bob Burton’s F2L Algorithms
[*]Dan Harris’s F2L Algorithms
[*]Erik Akkersdijk’s F2L Agorithms
[*]Jason Baum’s F2L Aglorithms
[*]Joël van Noort’s F2L Agorithms
[*]Shotaro Makisumi’s (Macky’s) F2L Algorithms

Algoritmi OLL:
[*]Bob Burton’s OLL Algorithms
2 Look OLL for Corner Orientation are cases 4-10
[*]The Speedsolving.com Forum’s Collection of OLL Algorithms
2 Look OLL for Corner Orientation are cases 21-27.
[*]Badmephisto’s OLL Algorithms
[*]Erik Akkersdijk’s OLL Algorithms
[*]Lars Vandenbergh’s OLL Algorithms
[*]Leyan Lo’s OLL Algorithms
[*]Jason Baum’s OLL Algorithms
[*]Joël van Noort’s OLL Algorithms
[*]Shotaro Makisumi’s (Macky’s) OLL Aglorithms

Algoritmi PLL:
[*]Badmephisto’s PLL Agorithms
[*]Bob Burton’s PLL Algorithms
[*]Erik Akkersdijk’s PLL Agorithms
[*]Lars Vandenbergh’s PLL Algorithms
[*]Leyan Lo’s PLL Algorithms
[*]Jason Baum’s PLL Aglorithms
[*]Shotaro Makisumi’s (Macky’s) PLL Algorithms
[*]Joël van Noort’s PLL Algorithms
[*]The Speedsolving.com Forum’s Collection of PLL Algorithms

Sarebbe utile stampare gli OLL/PLL, in questo modo li puoi usare in qualsiasi momento e quando ti servono. Ricordati di scegliere gli algoritmi che fanno più al caso tuo, non è detto che se una persona esegue un determinato algoritmo velocemente, sia lo stesso per te.





Un piccolo passo per l’uomo…un grande passo per la community

3 11 2009

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Stasera vado a vedere il teatro…..

….e da una settimana che devo andare a vedere sto teatro

Stiamo ralizzando delle locandine e dei flyer
I manifesti che verranno affissi in ogni dove….. per chi abita a Mialno e vuole uno dei manifesti o dei volantini mi contatti….

Il comune farà realizzare tra targe, per i primi 3 classifificati nella gara del 3×3.
Dovrebbero anche esserci delle medaglie per tutti gli iscritti.
Sono tutti dei “se ” per il momento

La medagli avrà da un lato il logo del comune di Corsico, dall’altro riporterà la scritta Obei Obei OPen 2009 e il logo Cubepark….

…non sarebbe male come idea, ma probabilemnte metteremo il logo del WCA….

per il pranzo ancora non abbiamo stabilito niente
panino a sacco…..





Foodblogger di tutto il mondo, unitevi!

2 11 2009

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Julia and Julie è un film del 2009 diretto da Nora Ephron, la storia è ispirata a 2 storie vere.

Julie Child, americana si è trasferita a Parigi nell’immediato dopo guerra  insieme al marito Paul Child (Stanley Tucci) , che lavora all’ambasciata americana. Ama la cucina francese, vorrebbe imparare a cucinare quei piatti che adora tanto, ma non riesce a trovare un libro di cucina francese in lingua inglese neanche nella fornita (e tuttora aperta) libreria Shakespeare and Company. Incapace di vivere a casa da casalinga svampita,  decide di iscriversi ad un corso per cuochi professionisti. Scopre cosi un suo grande talento, e insieme ad altre due donne francesi inizia a lavorare ad un libro di ricette, che verrà poi pubblicato col titolo “L’arte della cucina francese”.  Il suo scopo è quello di permettere alle donne americane senza servitù di poter preparare piatti della cucina francese.
Julia divenne poi un’icona in America, grazie al libro e soprattutto alla trasmissione televisiva che conduceva, in cui mostrava come preparare le sue ricette preferite.

Julie Powell (Amy Adams) invece è alla soglia dei  30 anni, si è appena trasferita nel Queens con il marito. Lavora  in un cubicolo come telefonista  per un’organizzazione newyorchese che da assistenza ai parenti delle vittime e ai sopravissuti dell’11 settembre. Sente che nella vita le manca qualcosa, così il marito le suggerisce di provare ad aprire e gestire  un blog sulla sua passione: cucinare. Julie ha sempre amato la cucina di Julie Child, il libro “l’Arte della cucine francese” è la sua Bibbia, decide quindi di porsi un obiettivo. Cucinare e pubblicare in 365 giorni le 524 ricette contenute nel libro, dal boeuf bourguignon al beurre blanc. L’impresa è ardua tanto che inizialmente pensa di scrivere solo per se, e per la madre che non trattiene dei commenti coloriti a riguardo, mentre poi iniziano ad arrivare i complimenti e i regali dai vari lettori.

Due donne in due epoche diverse che danno una svolta alla loro vita facendo una delle cose più antiche e naturali: cucinare. Entrambi i mariti appoggiano in pieno le scelte delle rispettive mogli, facendo il possibile perché vengano raggiunti gli obiettivi preposti. Julia è un’americana che vive nell’Europa del dopo guerra, ma anche oltreoceano si sente lo spettro di  McCharthy e della sua caccia alle streghe.  Julie invece  a lavoro è coinvolta emotivamente dalle tristi storie che le vengono raccontate al telefono, che la fanno sentire una burocrate impotente in un sistema troppo complesso. Il blog le sconvolgerà la vita in positivo. Con questo strumento anche chi non è giornalista,  ma ha davvero qualcosa da dire, riesce a farlo. A volte i risultati che si possono ottenere possono essere straordinari. Julie non si limita a pubblicare un ‘alchimia di ingredienti. Lei prepara nella sua cucina tutte le ricette che pubblica, inserendo nei post anche dei fatti della propria vita quotidiana, compreso i “meltdown”, quei momenti in cui tutto le va storto ed è sull’orlo di una crisi di nervi. Julia invece ha un altro temperamento. Andando contro tutti i pregiudizi dell’epoca non sembra mai mostrare segni di debolezza. Lei è convinta che sia necessario riuscire a pubblicare il suo libro, sente che potrebbe cambiare davvero il modo di cucinare degli americani.
Infatti la storia le ha dato ragione. Anche se lei non avrebbe mai immaginato che in quegli stessi anni in cui lei si sforzava di poter insegnare la cucina francese agli americani, negli States stavano nascendo i fast food, che avrebbero cambiato per sempre, in peggio,  le abitudini dei suoi connazionali.
Ci penserà Julie a coinvolgere e aiutare i lettori del blog ad apprezzare il piacere della cucina, della lunga preparazione delle pietanze, correndo anche il rischio di addormentarsi nell’attesa prolungata della cottura a forno tradizionale. Julie da foodblogger riuscirà a diventare scrittrice e pubblicare un libro.
Nora Ephron, sua anche  la sceneggiatura che è tratta dai 2 libri di Julia e Julie, dopo i flop degli ultimi anni (Vita da strega e Magic Numbers), riporta sul grande schermo dei personaggi femminili che convincono. Julia si rivolge alle donne medie della società americana, quelle senza servitù. Julie invece scrive nel blog soprattutto per aiutare se stessa, per trovare la propria strada. Forse non verrà ricordato come uno dei migliori film che parla di cucina, però in molti, critica e pubblico, hanno trascurato un piccolo dettaglio, Julia and Julie è la prima grande produzione inspirata , in parte, ad un blog, strumento che comunque è diverso da un social network.
Per il blogger  ogni commento positivo o critica da parte di un lettore sconosciuto, è motivo di orgoglio, è una soddisfazione per il lavoro che si compie quasi quotidianamente.
Se è vero che alcuni nascono e muoiono nel giro di poco tempo, altri invece continuano a produrre un post dietro l’altro, e alcuni, come quello di Julie Powell, hanno la fortuna di diventare libri. Grazie al suo blog in molti hanno potuto conoscere l’arte di Julia Child, e scoprire che in America non c’è solo o cibo spazzatura o ristoranti di lusso, o almeno, non è sempre stato cosi. Visto il successo  che ha avuto il blog di Julia Powell, il consiglio nasce spontaneo:
Foodblogger di tutto il mondo, unitevi!





Il Downgrade della scuola

29 10 2009

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La storia delle cose è un documentario del 2007  realizzato dall’ex attivista di greenpeace  Annie Leonard. Nel video Annie Leonard cerca di rispondere ad una domanda
“Da dove vengono le cose che compriamo”?

Lei risponde a questa domanda aiutandosi  con dei disegni dalla grafica semplice, descrivendo il ciclo del sistema consumistico, seguendo i vari passaggi dei prodotti che  acquistiamo.  Estrazione, produzione, distribuzione, consumo e smaltimento

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Il linguaggio utilizzato da Annie Leonard è semplice, diretto, riesce a farsi capire anche da coloro che sono  meno preparati su temi come  l’economia , risorse energetiche.
Argomenti già trattati più di 25 anni fa dall’economista Jeremy Rifkin nel saggio “Entropia”.
Nel video non si parla solo  delle fabbriche in cui vengono prodotte le cose che acquistiamo e della necessità di ridurre i consumi per limitare lo sfruttamento delle risorse naturali.
Si riflette soprattutto sulle abitudini dell’uomo, ridotto ad essere solo un consumatore che acquista sempre cose nuove. Oggetti che non gli servono, ma che sente la necessità di comprare. Nel documentario  vengono spiegati cosa sono  l’obsolescenza pianificata e l’obsolescenza percepita. Strategie molto efficaci per convincere  l’uomo  a comprare oggetti che rimpiazzeranno altri oggetti funzionanti, ma magari non più di moda.
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A tratti Annie Leonard risulta essere troppo faziosa nel cercare di dimostrare le sue tesi.
Ad esempio quando afferma che i PC di ultima generazione si differenziano dai precedenti solo per un componente, un chip della scheda madre.

Negli stati  uniti 7000  scuole hanno acquistato il DVD per farlo vedere agli studenti creando non poche polemiche. In Italia è possibile vederlo solo su YouTube, diviso in 3 parti.

Nonostante non sia del tutto imparziale, bisogna riconoscere le potenzialità educative e formative del video, la cui visione sarebbe consigliata sia agli adulti che ai bambini.

Ma l’azienda scuola che sta cercando di  riformare  la Gelmini non combacia con i contenuti de documentario, in totale contrapposizione al downgrade dell’istituzione scolastica.

Video “La storia delle cose”

“Qual è lo scopo di una pubblicità se non quello di farci sentire infelici di ciò che abbiamo e di convincerci a comprare dell’altro? Molteplici volte al giorno, percepiamo che i nostri capelli sono in cattive condizioni, che la nostra pelle è in pericolo, i nostri vestiti non sono adeguati alle situazioni…andiamo a lavorare, facendo anche più lavori contemporaneamente, torniamo a casa esausti, ci abbandoniamo sul nostro nuovo divano per farci rapire dalla TV a 50 pollici e vedere una pubblicità che ci dice: “FAI SCHIFO!”.
“Siamo circondati da una miriade di oggetti ed ogni giorno corriamo sempre di più per guadagnare sempre di più e risparmiare magari su cose fondamentali per poter comprare sempre nuovi oggetti che ci danno l’impressione di aumentare la nostra felicità.
Abbiamo tante cose ed in compenso abbiamo meno tempo per fare le cose che più ci piacciono: occuparci della famiglia, trascorrere una serata in compagnia degli amici, poter farci una passeggiata in montagna, uscire in bici”

“Abbiamo veramente bisogno di abbandonare la strada della mentalità usa, getta e brucia. C’è una nuova scuola di pensiero, su ciò è basato il concetto della sostenibilità e dell’equità. Chimica pulita, Rifiuti Zero, Produzione a ciclo chiuso, Energia Rinnovabile, Gruppi di Acquisto Solidale.”

 

 





La storia delle cose

29 10 2009

 

Qui invece trovate la mia  recensione

 





L’ora di Religione

29 10 2009

La vera questione però è se sia la scuola pubblica di uno Stato laico il posto più indicato dove essere istruiti non su una disciplina ma su una fede.

 

Corrado Augias





I cubi cinesi

28 10 2009

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Ci risiamo, l’ennesimo maxisequestro,  ma io continuo a non capire.
Perchè i cubi che tutti utilizziamo ogni giorno non vengono bloccati alla dogana? Come funziona? Qualcuno riesce a spiegarmelo? Io sinceramente non ci arrivo.
Perchè il Type C non è una contraffazione mentre quelli che sono stati sequestrati l’altro giorno si?
Nessuno di questi cubi ha il marchio CE.

Inoltre non ho capito come funziona la storia del brevetto.

la Ideal Toys non aveva acquisito i diritti per poter distribuire il cubo di Rubik negli anni 80?

La Mattel se te fai una bambola e la chiami Barbie ti fa un mazzo cosi?
Perchè non succede anche col cubo di Rubik?

Quante domande, senza risposte…..

Siete in grado di fornirmi dei chiarimenti a riguardo?

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Lutto e sangue e lacrime amare

27 10 2009

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Stefano Cucchi, un nome che magari non vi dice niente.

Mentre tutti i giornali e i tg si occupavano delle primarie del PD, del caso Marazzo, del Grande Fratello e del calendario del TG COM (foto),  un ragazzo di 31 anni , arrestato per possesso di droga ,  è morto dopo una settimana all’ospedale Pertini di Roma (reparto detentivo), dove era stato trasferito.

Non si capisce il motivo per cui i genitori non abbiano potuto vedere il figlio dopo il ricovero all’ospedale, e perchè a Stefano non  siano stati concessi gli arresti domiciliari dopo l’arresto.

Le causa della morte dovrebbe essere “arresto cardiaco”.

Dovrebbe, perchè purtroppo di questo caso si hanno poche notizie sicure.

Fino a ieri solo un paio di siti hanno pubblicato la notizia.

Una sola certezza in questa strana storia

I genitori  hanno potuto rivedere il figlio solo dopo la morte, «Aveva il volto pesto, un occhio fuori dal bul­bo, la mandibola storta».

Proprio per questo motivo si sono rivolti ai legali  che hanno seguito il caso di Federico Aldrovandi.

Un ennesimo caso che getta ulteriori ombre sulle forze dell’ordine italiane.

Un altro caso di lutto e sangue e lacrime amare

Inta stà città affugata inte problemi

inna italia arò so asciuti tutti sciem’

mmiez a sti fascisti ammanicati che ladruni

saddà appiccià na vampa ca fa tremma e’ padrun’

Saddà saddà saddà appiccià

Il nuovo che avanza fascisti e imprenditori

ca cchiù se fa vicino e più me parono ‘e borboni

a gente ca s’ venne p’ nu piatt’ e maccarun’

saddà appiccià na vampa ca fa tremmà e’ padrun’

Saddà saddà saddà appiccià

Sanna appiccià o’ governo e a prefettura

sanna appiccià e caserme sadda appiccià a’ questura

sanna appiccià guardie giudici e assessuri





e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?

26 10 2009

come un branco di lupi
che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api
accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da
altissimi monti in rovina.

uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?

non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?

che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge

la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.

ma quando ritorno in me,
sulla mia via, a leggere e studiare,
ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di corelli,
perché mi meravigli del creato!