Mancu li turchi

17 11 2009

 Bill Hayes è in vacanza  con la sua ragazza in Turchia quando viene fermato ai controlli dell’aeroporto di Istanbul e arrestato perché stava cercando di portare 2 Kg di hascisc negli States.
Viene subito processato e condannato a 4 anni di carcere. Il consumo della droga è in continua espansione e in Turchia vogliono dare un segnale forte alla lotta alla droga, con delle  punizioni esemplari.
Durante il periodo di detenzione Bill viene picchiato brutalmente e  stuprato dalle guardie penitenziarie.
L’inferno però sembra non aver fine per Bill, mancano infatti solamente  53 giorni al termine della sua pena quando gli viene comunicato che il processo è stato annullato e che  verrà rifatto da li a poco,  questa volta verrà  condannato a 30 anni di carcere.

Torturato,  umiliato e demoralizzato, Bill perde ogni speranza di poter uscire dal carcere. Il suo non è un caso isolato, i compagni di cella non se la passano meglio di lui. Reagendo all’ennesimo tentativo di  stupro da parte del capo delle guardie, arriva ad uccidere il suo aguzzino, e indossando l’uniforme di  secondino scappa dal carcere.

Il film è basato su una storia vera, accaduta in Turchia 40 anni fa.
Il problema delle carceri però nel frattempo non si è risolto, anzi tutt’altro.
Non è neanche un problema di stati democratici o non, basta pensare a quello che è successo a Bolzaneto nel 2001.

In Italia il caso di Stefano Cucchi ha attirato nuovamente l’attenzione su  questi “non luoghi”. Ultimamente si è aggiunta anche  la denuncia della mamma di Giuseppe Saladino, un ragazzo morto 6 anni fa nel penitenziario di Parma, dove era stato portato per aver violato gli arresti domiciliari.

Stefano è stato arrestato perché trovato con 20 grammi di hascisc, e non gli è stato neanche concesso  di parlare con il legale di famiglia,  ne parlare con i propri genitori dopo il processo avvenuto per direttissima.
Dopo la sentenza sul caso Federico Aldrovandi però sembra che qualcosa sia cambiato, e forse  anche in Italia si inizierà a processare “la divisa”.

Ogni anno sono 150 le persone che muoiono nelle carceri italiani, e le cause  di questi decessi non sono sempre certe.

Non tutti sono, come ha dichiarato  Giovanardi riguardo a Steafano Cucchi, “Drogati, anoressici, e sieropositivi”, e se anche fosse così, una persona rinchiusa all’interno di una struttura statale non dovrebbe subire la sospensione totale dei propri diritti.

Stefano ha giustificato i lividi sul proprio viso e gli ematomi in varie parte del corpo dichiarando di essere caduto dalle scale, forse per paura di prendere altre botte, forse perché è pensiero comune che queste azioni restano solitamente impunite, c’è una mancanza di fiducia nella giustizia.
E leggendo certe storie sui giornali viene spontaneo pensare “Mancu li turchi”

 

 





I cubi cinesi #2

20 11 2009

Ritorno sull’argomento affrontato in questo post
http://cubepark.wordpress.com/2009/10/28/i-cubi-cinesi/

Ho chiamato l’ufficio brevetti, e ho scoperto che i giocattoli non possono essere brevettati, si può registrare con il copyright il nome del giocattolo, che in quel caso quindi  non può essere copiato . Ma non ha niente a che vedere col brevetto, speterebbe alla SIAE intervenire, il brevetto non ci azzecca

Puoi proteggere il tuo prodotto (giocattolo) solo tramite il copyright.

Esempio.

Il monopoli. Non è brevettato il gioco, è registrato il nome, che non può essere utilizzato da altri.
Però , se te fai un gioco uguale al Monopoli e lo distribuisci col nome Casopoli potresti ugualmente essere denunciato, perchè propabilmente è stato depositato il regolamento.
Altro esempio, a me caro….
La Coca Cola.
Non è stata brevettata, è stato deposiato il marchio, ma non è stata brevettata la formula…perchè?
Ovvio…
La formula è segreta, se avessero brevettata l abevanda avrebbero dovuto depositare la ricetta con l’ingrediente segreto.
Ormai non è più segreto, ma poco importa, ci hanno giocato molto sul “famoso ingrediete segreto”, credo sia stato una questione di immagine….
Lo stesso discoroso vale per la Nutella…c’è la crema di nocciole dell’esselunga, del GS, della coop, della LIDL di Ligabue, ma Nutella..quella è una sola….ma cambiamo argomento, mi sta venendo fame

Facciamo un passo indietro, e parliamo nuovamente di maxi sequestri.
Quando la dogana ferma dei pacchi con dei cubi e fa pagare il dazio, a noi possono sembrare zelanti, invece sono negligenti…
Il marchio CE, questo sconosciuto.
Se la MAcDue facesse una segnalazione alla Guarda di Finanzia , come si dice dalle mie parti, verrebbe fuori un pieno, un bordello.
Ma non per forza deve essere la MacDue a farlo, basta  una qualsiasi persona…ma nn sarebbero sequestrati per conraffazione , ma perchè privi del marchio CE, almeno che non vengano chiamati Rubik….ma se ci fate caso la parola Rubik non esiste nei vari siti, tipo cube4you, si parla sempre di cube, di vari modelli, ma non rubik’s cube…solo cube

Lo stesso discorso vale per il fisher cube e per i V Cube

Quindi, chiunque può fabbricare e vendere questi cubi…senza problemi, non so come funziona a liello internazionale, ma in Italia è cosi

Spero di essere stato chiaro….





Classifica 7° contest

16 11 2009

1)Stefano Bevacqua 13.78
2)Paolo Moriello 14.40
3)Mono 15.67
4)Marco Levrero 17.65
5)tommy 17.90
6)Felix 18.19
7)Emanuele (“Cubochiaro”) 18.78
8)Colo 21.36
9)TheApocalypse 24.25
10)stepp41 24.79
11)fede_masi93 25.61
12)fede 26.68
13)Lucamen97 26.88
14)gocciarules 31.28
15)Cubepark 35.62
16)Marco Rota 37.2

 

Stefano bevacqua e Colo hanno vinto un set di stickers





Le piccole cose

13 11 2009

Sono gli oggetti piccoli quelli che ti strozzano, ed è la spina che non si vede quella che fa più male. È la battuta che non ti ricordi di aver fatto che ha creato la prima crepa, e non è la nona di Beethoven che ti gira in testa mentre fai la doccia, ma il banale jingle di un’assicurazione sulla vita. I piccoli particolari sono la chiave di ogni attentato terroristico, e gli attentati riescono perché la maggior parte della gente sottovaluta le cose piccole, incapace di vedere che è proprio la presunzione di innocuità a rendere il mondo un posto più pericoloso. Se avete l’impressione che tutti minimizzino, e che ripetano di continuo “che sarà mai, che male c’è”, è perché c’è qualcuno che questo l’ha capito. E ha la coscienza sporca, potete scommetterci.

Il suo meccanismo a scatto ti intrappola mentre sei convinto di star ridendo di un cane che sventra un divano. Chi guarda commedie non è preparato a riflettere, vuole rilassarsi, e il pugno in pancia gli arriva avvolto in un guanto troppo morbido per capire subito che in quel momento si è rotta una costola.

Queste parole sono di Michela Maugeri, tratte da un articolo, la recensione di “Io e Marley”.

Io la penso allo stesso identico modo, non solo per il cinema, ma in generale.
E’ un pò come in Matrix, la Pillola Rossa o la Pillola Blu?
Non vedo un complotto dietro ogni cosa, non sono un “complottista”.

E’ tutto molto spontaneo, sono sensazioni.
L’idea di aprire un blog è stata più che altro una mia “esigenza”, per dare libero sfogo a queste sensazioni, che provavo  ogni volta che una piccola cosa, una sciocchezza, mi “strozzava”, ogni  volta che venivo punto da una spina che non aveve visto.  Grazie al Blog sono riuscito a condivdere con altre persone questi miei pensieri.

Avere una chiave di lettura “personale” di un film, canzone, trasmissione televisiva o di un  fatto di cronaca, non mi sembra niente di drammatico.
Ma non per questo mi reputo un intellettuale , o una persona “originale”…perchè…come scriveva William Gaddis

L’originalità è un trucco di cui si serve la gente priva di talento per far colpo su altra gente senza talento, e per difendersi dalla gente di talento.

 

OT Il 13 Novembre 1999 sono arrivato a Milano con la “valigia di cartone”. Sono passati 10 anni, non  mi considero un emigrante, perchè “io un lavoro giù lo tenevo”, come diceva Troisi…

 





Speedcubing, consigli per l’uso

12 11 2009

di Marco Levrero

un piccolo tutorial per quelle persone che vogliono diventare più veloci a risolvere il cubo di Rubik. Per favore leggete questo thread e fate una veloce ricerca sul forum prima di fare domani su come abbassare i propri tempi. Prima di tutto, la cosa più importante è la pratica. Indipendentemente da quanti algoritmi conoscete, è principalmente una questione di pratica. Usando un metodo per principianti, si può comunque raggiungere una media sub 20, dipende tutto dalla pratica. Conoscere più algoritmi aiuta a capire di più il funzionamento degli stessi, e, cosa più importante, a riconoscerli più velocemente, ma questi non ti aiuteranno tanto quanto può farlo la pratica. A parte queste cose iniziali, quale è il metodo migliore per abbassare i tempi, oltre ad esercitarsi? In questo thread ci sono alcuni consigli, passo per passo, che potrebbero aiutarti.

Questo è un video di uno degli speedcubers più famosi al mondo, Erik Akkersdijk, in cui realizza una media sub 20 usando solo il metodo a strati con l’ultimo strato in 4 steps.
Rubik’s cube in 19.74 average with Beginners method


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Step 1
Media attuale: 1:30+ o non so ancora risolvere il cubo
Media a cui si vuole arrivare: 1:00-1:19
Impara il metodo da questo video Badmephisto – How to solve a Rubik’s Cube
NOTA: è anche possibile andare sotto il minuto con uno di questi metodi
Se hai ancora difficoltà, segui questi consigli:

* Lima (solo se il cubo è un originale Rubik’s) e lubrifica il cubo.
* Impara alcuni finger tricks (questo aiuterà davvero MOLTO). L’abilità nei finger tricks si migliora ovviamente con la pratica.
* Diminiusici il tempo per l’ultimo strato (circa 25 secondi o meno) – puoi farlo cercando di migliorare l’esecuzione e il riconoscimento di ogni caso (per farlo serve esercitarsi).
* Cerca di ridurre al minimo le pause, ovvero di non smettere mai di muovere le dita durante la solve. Questa è una cosa che richiede molto allenamento!
* Impare a fare bene la croce. Cerca di farla in 12 mosse al massimo, e in meno di 12 secondi. Qui ci sono alcuni link che possono aiutarti:
http://www.cubefreak.net/cross.html
http://www.cubestation.co.uk/cs2/ind…op/cross/cross
* Esercitati, più lo fai, più veloce diventi
* Una volta che hai preso confidenza con il metodo per principianti, puoi iniziare a provare a inserire gli angoli del primo strato da un angolazione diversa. Vedi la guida di Macky a proposito: http://cubefreak.net/easy_fast.html
* Usa un cronometro per vedere i tuoi progressi

Tempo stimato: 2-4 settimane

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Step 2
Media attuale: 1:00-1:19
Media a cui si vuole arrivare: 40-49 secondi
Impara l’ultimo strato in 4 steps (4LLL). (Link dove trovare gli algoritmi sono in fondo a questa guida)

OLL in 2 fasi

* Orientare gli spigoli – 2 algoritmi
* Orientare gli angoli – 7 algoritmi

PLL in 2 fasi

* Permutare gli spigoli – 3 algoritmi – Aa,Ab e Y
* Permutare gli spigli – 4 algoritmi – Ua, Ub, Z, H

Qui ci sono alcuni video che spiegano come usare questo metodo per l’ultimo strato:

* 2 Look OLL: http://youtube.com/watch?v=DTYvklyOpVM
* 2 Look PLL: http://youtube.com/watch?v=S61q3FYVFis

Tempo stimato: 2-4 settimane

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Step 3
Media attuale: 40-49 secondi
Media a cui si vuole arrivare: 30-39 secondi

* Impara l’F2L intuitivo
* I tuoi tempi saranno un po più alti per un po’ di tempo, ma dopo qualche giorno di pratica, si abbasseranno significativamente!
* Esercitati TANTO con l’F2L!

Tempo stimato: 2-4 settimane

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Step 4

Media attuale: 30-39 secondi
Media a cui si vuole arrivare: 20-29 secondi

* Ora è il momento di imparare tutti gli altri algoritmi del PLL. In totale sono 21 (ne hai già imparati 7 nello step2) (I link da cui prednere gli algoritmi sono in fondo alla guida)
* Impara come vedere prima i pezzi che ti servono nell’F2L mentre stai già inserendo una coppia, questo farà abbassare TREMENDAMENTE i tuoi tempi.

Tempo stimato: 2-6 settimane

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Step 5
Media attuale: 20-29 secondi
Media a cui si vuole arrivare: 15-19 secondi

* Fai pratica con l’F2L, impara casi particolari o inventa direttamente tu i metodi che ti vengono meglio in determinate situazioni. (Link per imparare i casi dell’F2L sono in fondo alla guida) Ricorda anche di guardare sempre alla coppia successiva, non a quella che stai inserendo, questo è MOLTO importante. Cerca di finire la croce più l’F2L in 12 secondi o meno.
* Esercitati per abbassare i tempi in cui riconosci e esegui PLL e OLL, cerca di fare ogni algoritmo sotto i 3 secondi per riconoscimento più esecuzione.
* Cerca di fare la croce in basso e sotto i 4 secondi.

Tempo stimato: 1-2 mesi

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Step 6
Media attuale: sub 20 secondi
Media a cui si vuole arrivare: sub 15 secondi

* Esegui la croce e l’F2L in meno di 10 secondi.
* Esegui la croce in circa 2 secondi o meno.
* Impara la extended cross (x-cross).
* Impara il resto degli OLL (57 in totale), questo vi aiuterà solo di circa 2 secondi o meno.
* Per imparare e memorizzare gli OLL è molto di aiuto il video di Badmephisto..
* Allenati allenati allenati!

Tempo stimato: 4+ mesi

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Algoritmi F2L:
[*]Bob Burton’s F2L Algorithms
[*]Dan Harris’s F2L Algorithms
[*]Erik Akkersdijk’s F2L Agorithms
[*]Jason Baum’s F2L Aglorithms
[*]Joël van Noort’s F2L Agorithms
[*]Shotaro Makisumi’s (Macky’s) F2L Algorithms

Algoritmi OLL:
[*]Bob Burton’s OLL Algorithms
2 Look OLL for Corner Orientation are cases 4-10
[*]The Speedsolving.com Forum’s Collection of OLL Algorithms
2 Look OLL for Corner Orientation are cases 21-27.
[*]Badmephisto’s OLL Algorithms
[*]Erik Akkersdijk’s OLL Algorithms
[*]Lars Vandenbergh’s OLL Algorithms
[*]Leyan Lo’s OLL Algorithms
[*]Jason Baum’s OLL Algorithms
[*]Joël van Noort’s OLL Algorithms
[*]Shotaro Makisumi’s (Macky’s) OLL Aglorithms

Algoritmi PLL:
[*]Badmephisto’s PLL Agorithms
[*]Bob Burton’s PLL Algorithms
[*]Erik Akkersdijk’s PLL Agorithms
[*]Lars Vandenbergh’s PLL Algorithms
[*]Leyan Lo’s PLL Algorithms
[*]Jason Baum’s PLL Aglorithms
[*]Shotaro Makisumi’s (Macky’s) PLL Algorithms
[*]Joël van Noort’s PLL Algorithms
[*]The Speedsolving.com Forum’s Collection of PLL Algorithms

Sarebbe utile stampare gli OLL/PLL, in questo modo li puoi usare in qualsiasi momento e quando ti servono. Ricordati di scegliere gli algoritmi che fanno più al caso tuo, non è detto che se una persona esegue un determinato algoritmo velocemente, sia lo stesso per te.





South Open 2009

11 11 2009

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Il South Italian Open 2009 è una competizione internazionale del Cubo di Rubik, approvata dalla World Cube Association, che si svolgerà il 28-29 dicembre 2009 a San Severo (FG) in Italia.
Il luogo della gara è il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di San Severo. Il Teatro si trova in Corso Garibaldi a San Severo (FG).

Questo è il programma della competizione
http://sites.google.com/site/southitalianopen2009/home/programma

Il comune di San Severò effettuerà delle convenzioni con dei B&B permettendo quindi di prenotare delle camere a dei prezzi bassi

 

 





Good Bye, Lenin!

9 11 2009

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Alex ( Daniel Bruhl) è cresciuto nella repubblica sociale tedesca con la madre e la sorella.
Il padre è fuggito nell’ovest, è passato dall’altra parte del muro, quella del nemico.
L’ottobre del 1989 a Berlino est è molto caldo, i ragazzi iniziano a scendere in piazza, e la madre di Alex, che abbandonata dal marito si è dedicata anima e corpo alla causa della patria socialista, dopo aver assistito alle percosse che i poliziotti danno ai ragazzi che manifestano, vedendo il proprio figlio arrestato, ha un infarto ed entra in coma. Si risveglierà solo dopo 8 mesi dopo. Nel frattempo tutto è cambiato, il muro è caduto, la repubblica sociale tedesca non esiste più, e anche i suoi figli sono cambiati. Alex decide di far dimettere la mamma dall’ospedale e la  porta a casa, fingendo che nulla sia cambiato durante i suoi mesi di coma. E’ dell’idea che i mutamenti  della Germania potrebbero essere una grossa delusione e causare ulteriori danni alla salute della mamma.
Mantenere la messa in scena non è però semplice, il crollo del  muro ha causato – oltre alla compravendita d mattoni usati più lucrosa della storia – anche la scomparsa dal mercato dei  prodotti tipici della repubblica federale, un’altra valuta, arrivano i fast food e le sigarette delle corporation americane.  Alex è quindi costretto ad inventare storie sempre più assurde per nascondere alla madre la realtà.

Decidere di affrontare un fatto storico cosi importante con una “Commedia” potrebbe sembrare un azzardo, ma etichettare Good Bye Lenin con un solo  genere è fin troppo riduttivo. Un pellicola con continue trovate geniali  in cui non mancano dei colpi di scena che modificano totalmente la chiave di lettura del film.
Non c’è solo la nostalgia del passato, il “si stava meglio quando si stava peggio”.
Alex mostra alla madre la Germania socialista che non c’è mai stata, ma che lui credeva possibile. Il gioco diventa troppo grande, ma lui non demorde. Si inventa delle storie assurde, come la presunta origine “tedesca” della coca cola, sostenendo che la formula segreta sia stata messa a punto nei laboratori tedeschi.
La sua propaganda è utopistica ma originale e convincente. Nella Germania di Alex i profughi sono i cittadini di Berlino Ovest, schiavi del consumismo e “dell’insensata lotta alla sopravvivenza capitalista”.
Lui ha subito la propaganda per tutta la vita, ha dovuto sempre far finta di niente, ha partecipato passivamente al teatrino della politica. La malattia della madre gli ha dato l’occasione per passare dall’altra parte, questa volta sarà lui a dirigere la messa in scena, e la fantasia di certo non gli manca. I servizi televisivi che prepara con il collega antennista sono spettacolari, precisi, emozionanti.

Momenti epocali, storici , di cambiamento, possono offrire ottimi spunti per raccontare delle vicende umane.
Per gli  americani ad esempio risvegliarsi dopo 8 mesi e scoprire che il presidente della nazione  non è più il repubblicano , cristiano rinato, del Texas, ma un afroamericano, sconosciuto ai più solo un anno prima, che sta tentando di apportare  una riforma “socialista” del sistema sanitario più pazzo del mondo, potrebbe essere un trauma come quello vissuto dalla mamma di Alex. Benigni, quando era Benigni e non ostaggio del sommo poeta, aveva in un suo vecchio spettacolo giocato su un “cambiamento” italiano, l’imprenditore  amico di Craxi, non in galera ma a capo del governo. Sono passati 16 anni da allora, ed è l’Italia ad essersi addormentata, lo testimonia il fatto che nulla è mutato rispetto allo  scenario descritto allora dal comico toscano, mentre intorno tutto cambia.
Nei nostri confini i muri continuano ad alzarsi, negando ogni volta che accade  libertà  agli stranieri, alle giovani coppie, alle famiglie, alla stampa. Una nazione che dopo l’ultima crisi finanziaria dell’occidente sta pian piano tramutando in un popolo  di “profughi” e poeti.





Non solo pane e Rubik

3 11 2009

Questo video è una figata





Un piccolo passo per l’uomo…un grande passo per la community

3 11 2009

locandina_open_rubik_teatro
Stasera vado a vedere il teatro…..

….e da una settimana che devo andare a vedere sto teatro

Stiamo ralizzando delle locandine e dei flyer
I manifesti che verranno affissi in ogni dove….. per chi abita a Mialno e vuole uno dei manifesti o dei volantini mi contatti….

Il comune farà realizzare tra targe, per i primi 3 classifificati nella gara del 3×3.
Dovrebbero anche esserci delle medaglie per tutti gli iscritti.
Sono tutti dei “se ” per il momento

La medagli avrà da un lato il logo del comune di Corsico, dall’altro riporterà la scritta Obei Obei OPen 2009 e il logo Cubepark….

…non sarebbe male come idea, ma probabilemnte metteremo il logo del WCA….

per il pranzo ancora non abbiamo stabilito niente
panino a sacco…..





Foodblogger di tutto il mondo, unitevi!

2 11 2009

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Julia and Julie è un film del 2009 diretto da Nora Ephron, la storia è ispirata a 2 storie vere.

Julie Child, americana si è trasferita a Parigi nell’immediato dopo guerra  insieme al marito Paul Child (Stanley Tucci) , che lavora all’ambasciata americana. Ama la cucina francese, vorrebbe imparare a cucinare quei piatti che adora tanto, ma non riesce a trovare un libro di cucina francese in lingua inglese neanche nella fornita (e tuttora aperta) libreria Shakespeare and Company. Incapace di vivere a casa da casalinga svampita,  decide di iscriversi ad un corso per cuochi professionisti. Scopre cosi un suo grande talento, e insieme ad altre due donne francesi inizia a lavorare ad un libro di ricette, che verrà poi pubblicato col titolo “L’arte della cucina francese”.  Il suo scopo è quello di permettere alle donne americane senza servitù di poter preparare piatti della cucina francese.
Julia divenne poi un’icona in America, grazie al libro e soprattutto alla trasmissione televisiva che conduceva, in cui mostrava come preparare le sue ricette preferite.

Julie Powell (Amy Adams) invece è alla soglia dei  30 anni, si è appena trasferita nel Queens con il marito. Lavora  in un cubicolo come telefonista  per un’organizzazione newyorchese che da assistenza ai parenti delle vittime e ai sopravissuti dell’11 settembre. Sente che nella vita le manca qualcosa, così il marito le suggerisce di provare ad aprire e gestire  un blog sulla sua passione: cucinare. Julie ha sempre amato la cucina di Julie Child, il libro “l’Arte della cucine francese” è la sua Bibbia, decide quindi di porsi un obiettivo. Cucinare e pubblicare in 365 giorni le 524 ricette contenute nel libro, dal boeuf bourguignon al beurre blanc. L’impresa è ardua tanto che inizialmente pensa di scrivere solo per se, e per la madre che non trattiene dei commenti coloriti a riguardo, mentre poi iniziano ad arrivare i complimenti e i regali dai vari lettori.

Due donne in due epoche diverse che danno una svolta alla loro vita facendo una delle cose più antiche e naturali: cucinare. Entrambi i mariti appoggiano in pieno le scelte delle rispettive mogli, facendo il possibile perché vengano raggiunti gli obiettivi preposti. Julia è un’americana che vive nell’Europa del dopo guerra, ma anche oltreoceano si sente lo spettro di  McCharthy e della sua caccia alle streghe.  Julie invece  a lavoro è coinvolta emotivamente dalle tristi storie che le vengono raccontate al telefono, che la fanno sentire una burocrate impotente in un sistema troppo complesso. Il blog le sconvolgerà la vita in positivo. Con questo strumento anche chi non è giornalista,  ma ha davvero qualcosa da dire, riesce a farlo. A volte i risultati che si possono ottenere possono essere straordinari. Julie non si limita a pubblicare un ‘alchimia di ingredienti. Lei prepara nella sua cucina tutte le ricette che pubblica, inserendo nei post anche dei fatti della propria vita quotidiana, compreso i “meltdown”, quei momenti in cui tutto le va storto ed è sull’orlo di una crisi di nervi. Julia invece ha un altro temperamento. Andando contro tutti i pregiudizi dell’epoca non sembra mai mostrare segni di debolezza. Lei è convinta che sia necessario riuscire a pubblicare il suo libro, sente che potrebbe cambiare davvero il modo di cucinare degli americani.
Infatti la storia le ha dato ragione. Anche se lei non avrebbe mai immaginato che in quegli stessi anni in cui lei si sforzava di poter insegnare la cucina francese agli americani, negli States stavano nascendo i fast food, che avrebbero cambiato per sempre, in peggio,  le abitudini dei suoi connazionali.
Ci penserà Julie a coinvolgere e aiutare i lettori del blog ad apprezzare il piacere della cucina, della lunga preparazione delle pietanze, correndo anche il rischio di addormentarsi nell’attesa prolungata della cottura a forno tradizionale. Julie da foodblogger riuscirà a diventare scrittrice e pubblicare un libro.
Nora Ephron, sua anche  la sceneggiatura che è tratta dai 2 libri di Julia e Julie, dopo i flop degli ultimi anni (Vita da strega e Magic Numbers), riporta sul grande schermo dei personaggi femminili che convincono. Julia si rivolge alle donne medie della società americana, quelle senza servitù. Julie invece scrive nel blog soprattutto per aiutare se stessa, per trovare la propria strada. Forse non verrà ricordato come uno dei migliori film che parla di cucina, però in molti, critica e pubblico, hanno trascurato un piccolo dettaglio, Julia and Julie è la prima grande produzione inspirata , in parte, ad un blog, strumento che comunque è diverso da un social network.
Per il blogger  ogni commento positivo o critica da parte di un lettore sconosciuto, è motivo di orgoglio, è una soddisfazione per il lavoro che si compie quasi quotidianamente.
Se è vero che alcuni nascono e muoiono nel giro di poco tempo, altri invece continuano a produrre un post dietro l’altro, e alcuni, come quello di Julie Powell, hanno la fortuna di diventare libri. Grazie al suo blog in molti hanno potuto conoscere l’arte di Julia Child, e scoprire che in America non c’è solo o cibo spazzatura o ristoranti di lusso, o almeno, non è sempre stato cosi. Visto il successo  che ha avuto il blog di Julia Powell, il consiglio nasce spontaneo:
Foodblogger di tutto il mondo, unitevi!